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Gattuso frena l’entusiasmo della Lazio: “Siamo in vetta ma servono altri 27 punti. E a Roma ci sono venuto per i problemi”

Gattuso frena l’entusiasmo della Lazio: “Siamo in vetta ma servono altri 27 punti. E a Roma ci sono venuto per i problemi”

La sofferta vittoria conquistata sul campo del Venezia spinge la Lazio momentaneamente in vetta alla classifica, ma Rino Gattuso non ha nessuna intenzione di volare basso, anzi. Nonostante i tre punti pesanti, il tecnico calabrese analizza con estrema franchezza i limiti mostrati dai suoi soprattutto in un primo tempo da dimenticare: “Se fossimo stati sotto di due gol all’intervallo non ci sarebbe stato nulla da dire”, ha ammesso senza filtri. “Abbiamo sbagliato tanto, preso troppe imbucate e mantenuto distanze lunghissime. Se vogliamo fare qualcosa di importante, non possiamo giocare così”.

Nonostante le difficoltà fisiche e un avvio di stagione complicato — segnato anche dall’uscita di scena in Coppa Italia —, l’allenatore ha voluto premiare la mentalità e la dedizione del gruppo: “I ragazzi non hanno mai mollato. Vedo grande impegno e mi fa piacere aiutarli, l’importante è che non ci sia gente lavativa”.

Spazio anche a un retroscena curioso e sincero sulla sua scelta di sedersi sulla panchina biancoceleste: “Se non c’erano questi casini io alla Lazio non sarei mai venuto. In passato ero stato vicino 2-3 volte dicendo sempre di no a Lotito. Sapevo che c’erano problemi e ho accettato proprio per questo, perché ho sentito la forte voglia di lavorare dei ragazzi”.

Infine, testa bassa e totale concentrazione sugli obiettivi minimi, con un occhio ai prossimi giorni di stacco concessi alla squadra: “La classifica in questo momento conta poco. Ora ci prendiamo cinque giorni di riposo e poi riprenderemo a lavorare sodo. Quanti punti abbiamo? Tredici? Perfetto, quindi ce ne mancano altri ventisette per stare tranquilli”. E a chi gli fa notare di essere già entrato nella storia del club, Gattuso risponde con il suo consueto pragmatismo: “Non ho tempo per pensare a ciò che ho fatto. Lo farò quando avrò i nipotini e smetterò”.

Gattuso frena l’entusiasmo della Lazio: “Siamo in vetta ma servono altri 27 punti. E a Roma ci sono venuto per i problemi”

La sofferta vittoria conquistata sul campo del Venezia spinge la Lazio momentaneamente in vetta alla classifica, ma Rino Gattuso non ha nessuna intenzione di volare basso, anzi. Nonostante i tre punti pesanti, il tecnico calabrese analizza con estrema franchezza i limiti mostrati dai suoi soprattutto in un primo tempo da dimenticare: “Se fossimo stati sotto di due gol all’intervallo non ci sarebbe stato nulla da dire”, ha ammesso senza filtri. “Abbiamo sbagliato tanto, preso troppe imbucate e mantenuto distanze lunghissime. Se vogliamo fare qualcosa di importante, non possiamo giocare così”.

Nonostante le difficoltà fisiche e un avvio di stagione complicato — segnato anche dall’uscita di scena in Coppa Italia —, l’allenatore ha voluto premiare la mentalità e la dedizione del gruppo: “I ragazzi non hanno mai mollato. Vedo grande impegno e mi fa piacere aiutarli, l’importante è che non ci sia gente lavativa”.

Spazio anche a un retroscena curioso e sincero sulla sua scelta di sedersi sulla panchina biancoceleste: “Se non c’erano questi casini io alla Lazio non sarei mai venuto. In passato ero stato vicino 2-3 volte dicendo sempre di no a Lotito. Sapevo che c’erano problemi e ho accettato proprio per questo, perché ho sentito la forte voglia di lavorare dei ragazzi”.

Infine, testa bassa e totale concentrazione sugli obiettivi minimi, con un occhio ai prossimi giorni di stacco concessi alla squadra: “La classifica in questo momento conta poco. Ora ci prendiamo cinque giorni di riposo e poi riprenderemo a lavorare sodo. Quanti punti abbiamo? Tredici? Perfetto, quindi ce ne mancano altri ventisette per stare tranquilli”. E a chi gli fa notare di essere già entrato nella storia del club, Gattuso risponde con il suo consueto pragmatismo: “Non ho tempo per pensare a ciò che ho fatto. Lo farò quando avrò i nipotini e smetterò”.

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