Il caso che coinvolge Gianluca Rocchi, designatore degli arbitri di Serie A e B, continua a fare rumore e ora sembra destinato a entrare in una fase decisiva. Dopo l’avviso di garanzia ricevuto per concorso in frode sportiva, la Procura Federale della Figc ha deciso di riaprire l’inchiesta, chiedendo alla Procura di Milano gli atti relativi al caso. Un’inchiesta che inizialmente era stata archiviata, ma che ora potrebbe avere nuovi sviluppi.
Tutto è partito da una denuncia presentata da Domenico Rocca, ex assistente arbitrale, che aveva segnalato presunti errori nella gestione di alcune partite, con un focus particolare sulla gara Udinese-Parma. In un primo momento, la Procura Federale aveva archiviato l’inchiesta, affermando che “non erano emerse fattispecie di rilievo disciplinare”. Tuttavia, con l’arrivo dell’avviso di garanzia per Rocchi e la successiva richiesta della Procura Generale dello Sport di acquisire gli atti, il caso è tornato sotto i riflettori.
La figura di Gianluca Rocchi, finito sotto indagine per concorso in frode sportiva, è ora al centro di un’inchiesta che potrebbe portare a una revisione complessiva di alcune scelte arbitrali della passata stagione. L’ipotesi di reato riguarda il sospetto che il designatore possa aver esercitato pressioni sulle decisioni degli arbitri, in particolare attraverso l’uso del VAR.
La Procura di Milano sta esaminando diversi episodi di gara, tra cui quello di Udinese-Parma, dove un calcio di rigore decisivo fu concesso dopo una revisione al VAR. L’episodio ha attirato l’attenzione degli inquirenti, che ora stanno cercando di capire se la decisione sia stata influenzata da fattori esterni.
Le istituzioni non sono rimaste indifferenti a quanto sta accadendo. Il Ministro dello Sport, Andrea Abodi, ha sollevato critiche sulla gestione della denuncia all’interno del sistema calcistico, sostenendo che l’aspetto più grave riguarda proprio il modo in cui è stata trattata la vicenda dalla Figc. Abodi ha anche fatto notare che questo caso arriva in un momento particolarmente delicato per il calcio italiano, soprattutto dopo la mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali.
Intanto, Rocchi ha dichiarato di essere sereno e di voler affrontare la vicenda nelle sedi opportune. Tuttavia, l’incertezza sulla gestione di questi casi rischia di mettere in discussione la credibilità del sistema arbitrale e, più in generale, quella dell’intero movimento calcistico italiano.
Con la Procura Federale che ora ha riaperto l’inchiesta, il futuro di Rocchi e della giustizia sportiva in Italia è più incerto che mai. Gli sviluppi del caso potrebbero avere ripercussioni ben oltre il singolo episodio di arbitraggio, segnando una svolta importante per l’intero calcio italiano.
