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Rocchi indagato per frode sportiva: sotto esame alcune decisioni Var della Serie A 2024/25

Il designatore arbitrale della Serie A e Serie B, Gianluca Rocchi, risulta indagato dalla Procura di Milano con l’ipotesi di concorso in frode sportiva.

L’inchiesta, ancora in fase preliminare, riguarda la gestione di alcune decisioni Var nel campionato 2024/25 e nasce da un esposto presentato nei mesi scorsi.

Secondo quanto emerge dagli atti, il pubblico ministero sta verificando eventuali pressioni o condizionamenti nella gestione delle comunicazioni tra sala Var e arbitri di campo. Al momento non risultano contestazioni definitive: si tratta di accertamenti in corso volti a chiarire la dinamica di alcune scelte arbitrali contestate.

Le partite sotto osservazione

Tra gli episodi finiti all’attenzione degli inquirenti figura Udinese–Parma del marzo 2025, gara decisa da un calcio di rigore assegnato dopo revisione Var. L’attenzione degli investigatori si concentra in particolare sulla sequenza di comunicazioni tra sala video e direttore di gara, durante la valutazione di un possibile fallo di mano.

Un altro incontro citato nell’ambito dell’indagine è Inter–Verona, disputato nel gennaio 2024. In quella partita sono stati analizzati alcuni episodi di contatto in area e una rete convalidata dopo revisione, oltre a un calcio di rigore assegnato nei minuti finali.

Il nodo del sistema Var

L’inchiesta tocca un tema particolarmente sensibile per il calcio italiano: l’autonomia del sistema Var e il rapporto tra sala video, arbitri e designazione centrale. Secondo la normativa, le decisioni tecniche devono essere prese in piena indipendenza dagli ufficiali di gara, senza interferenze esterne.

Gli investigatori stanno valutando se, in alcune circostanze, vi siano state pressioni o interventi in grado di influenzare il processo decisionale.

Nessun giudizio definitivo

Al momento non risultano provvedimenti disciplinari sportivi collegati all’indagine penale. Rocchi, raggiunto da un avviso di garanzia, potrà fornire la propria versione dei fatti nelle sedi opportune.

Come in ogni procedimento in fase iniziale, vale il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva. L’inchiesta dovrà ora stabilire se le anomalie segnalate negli episodi arbitrali configurino o meno ipotesi di reato.

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