– Non sono le luci della ribalta sportiva, ma quelle blu dei lampeggianti della Metropolitan Police a illuminare l’ultima notte londinese del calcio europeo. Un assistente arbitrale di alto profilo, impegnato in una delle sfide decisive di coppa della settimana, è stato arrestato con l’accusa infamante di violenza sessuale su un adolescente.
L’episodio, riportato dal The Sun e confermato indirettamente dalle immediate reazioni istituzionali, rischia di far crollare il castello di credibilità costruito attorno alla classe arbitrale d’élite, proprio mentre si definivano le liste per il Mondiale 2026.
L’adescamento e il blitz in hotel
I fatti si sarebbero svolti nelle ore calde del pre-partita. Secondo le ricostruzioni, l’ufficiale di gara (un trentenne straniero di cui non è stata resa nota l’identità per ragioni legali) avrebbe avvicinato un ragazzino nelle aree comuni di un prestigioso hotel della capitale. Lì, tra una chiacchiera e l’altra, sarebbe scattato il tentativo di adescamento: un invito esplicito a salire in camera e contatti fisici non richiesti.
La denuncia è stata immediata. Al rientro dallo stadio, convinto di aver chiuso la serata dopo il triplice fischio, l’assistente ha trovato ad attenderlo gli agenti di Scotland Yard. L’arresto è avvenuto sotto gli occhi attoniti dei vertici UEFA, presenti nella stessa struttura.
L’uomo è stato rilasciato su cauzione, ma il suo passaporto sportivo è ormai carta straccia. Le autorità britanniche sono state categoriche: se le indagini dovessero confermare i sospetti e portare a un’incriminazione formale, verrà attivata la procedura di estradizione.

