Alla vigilia del derby della Mole tra Juventus e Torino, Luciano Spalletti ha impostato la partita come uno spartiacque per la corsa Champions, sottolineando che l’unico risultato utile è la vittoria.
Il tecnico ha insistito soprattutto su due concetti: responsabilità e reazione. Ha ammesso il rammarico per le occasioni perse durante la stagione, ma ha chiarito che il problema non sono le partite giocate bene senza risultato, quanto quelle in cui la squadra non è riuscita a esprimere la propria identità. Ha anche parlato in modo molto diretto del suo stato d’animo, dicendo che le prestazioni negative gli pesano al punto da “passare notti senza vita”, pur ribadendo che le responsabilità sono sue e non dei giocatori.
Sul piano personale e societario, Spalletti ha escluso qualsiasi ipotesi di dimissioni e ha invece ribadito la volontà di partecipare alla costruzione del futuro della Juventus, parlando di un lavoro condiviso con la dirigenza (citando il confronto con Comolli). L’idea è quella di programmare oltre il singolo risultato o episodio.
Dal punto di vista della formazione, arrivano due assenze pesanti: Yildiz e Thuram non saranno disponibili, elemento che complica ulteriormente la sfida decisiva per il quarto posto.
Infine, un passaggio sul tecnico avversario: rispetto per il lavoro di Roberto D’Aversa, riconoscendo al Torino un’identità chiara e una buona energia in questa stagione.
Per la Juventus è una partita da dentro o fuori per la Champions, con forte pressione ma anche una chiara presa di posizione dell’allenatore sulla direzione del progetto.


