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Brasile nel caos dopo il Mondiale: Ancelotti sotto accusa, mentre dall’Italia osservano con interesse

L’eliminazione del Brasile ai Mondiali 2026 ha aperto una profonda riflessione sul futuro della Seleção e, inevitabilmente, del suo commissario tecnico Carlo Ancelotti. Il ko contro la Norvegia ha scatenato un’ondata di critiche nei confronti dell’allenatore italiano, finito al centro del dibattito mediatico e sportivo in Brasile.

Tra le voci più dure c’è quella di Romario. L’ex fuoriclasse verdeoro non ha usato mezzi termini, sostenendo che la Federazione avrebbe dovuto interrompere immediatamente il rapporto con Ancelotti dopo la sconfitta. Secondo il campione del mondo del 1994, il ct avrebbe commesso errori sia nella costruzione della rosa sia nelle scelte tattiche durante il torneo, dimostrandosi incapace di dare un’identità a una squadra che partiva con grandi ambizioni.

Romario ha inoltre accusato l’ambiente calcistico brasiliano di adottare un metro di giudizio diverso nei confronti di un allenatore straniero rispetto a quanto accaduto in passato con i commissari tecnici brasiliani, ricordando come diversi suoi predecessori siano stati esonerati dopo risultati deludenti.

Nonostante le critiche, la posizione di Ancelotti non è ancora stata definita dalla Confederazione brasiliana. Nelle prossime settimane sono attese valutazioni approfondite sull’intero progetto tecnico e non è escluso che possano essere prese decisioni importanti riguardo alla guida della Nazionale.

Nel frattempo, dall’Italia la situazione viene seguita con particolare attenzione. Qualora l’avventura di Ancelotti sulla panchina del Brasile dovesse concludersi anticipatamente, il suo nome potrebbe tornare d’attualità anche per la Nazionale azzurra, impegnata nella ricerca di una figura di grande esperienza per avviare un nuovo ciclo.

Il tecnico emiliano rappresenterebbe un profilo di assoluto prestigio, forte di una carriera ricca di successi internazionali e di una capacità riconosciuta nel gestire spogliatoi di alto livello. Inoltre, un suo eventuale approdo in azzurro potrebbe favorire la costruzione di un nuovo progetto tecnico, anche grazie al forte legame professionale e umano che lo unisce a Paolo Maldini, indicato da tempo tra i possibili protagonisti del futuro della Federazione.

Per il momento si tratta soltanto di uno scenario ipotetico. Molto dipenderà dalle decisioni della Federazione brasiliana e dalla volontà dello stesso Ancelotti, che già in passato aveva declinato la possibilità di guidare l’Italia, preferendo proseguire la propria carriera nel calcio di club. Oggi, però, il contesto è profondamente cambiato e ogni eventuale sviluppo resta da seguire con grande attenzione.

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