PORTO – La maledizione dell’anno scorso è solo un lontano ricordo. Francesco Farioli cancella le lacrime di Amsterdam e si prende la sua rivincita più dolce in terra lusitana: il suo Porto è ufficialmente Campione di Portogallo con due turni d’anticipo.
Un successo che profuma di storia, non solo per il club – che non alzava il trofeo dal 2022 – ma per l’intera scuola degli allenatori italiani. Farioli, infatti, succede a un mostro sacro come Giovanni Trapattoni, l’ultimo connazionale capace di trionfare in Liga Portugal (nel 2005, sulla panchina del Benfica).
La cronaca del trionfo
Il verdetto definitivo è arrivato nella serata del 2 maggio, tra le mura amiche dell’Estádio do Dragão. Contro l’Alverca, al Porto serviva l’ultimo sforzo per chiudere i conti ed evitare pericolosi colpi di coda nel finale di stagione. A decidere l’incontro è stata una stoccata di Jan Bednarek sul finire del primo tempo: un 1-0 solido, “all’italiana” verrebbe da dire, che ha dato il via a una festa attesa per quattro anni.
Farioli batte lo “Special One”
Il valore dell’impresa è amplificato dal calibro degli avversari. Farioli ha condotto una fuga solitaria e autorevole, riuscendo a tenere a debita distanza il Benfica di José Mourinho. Lo “Special One”, tornato in patria per riportare le Aquile al successo, si è dovuto inchinare alla modernità tattica e alla costanza del tecnico toscano.
Ad oggi, i 9 punti di vantaggio sul Benfica (e potenzialmente sullo Sporting Lisbona) blindano il titolo, rendendo le ultime due giornate una pura passerella celebrativa.
Il riscatto dopo l’Ajax
Solo dodici mesi fa, Farioli viveva il momento più difficile della sua giovane carriera, vedendosi sfuggire il titolo d’Olanda con l’Ajax in una clamorosa rimonta subita. Quella ferita è stata il carburante per la stagione perfetta in Portogallo. Arrivato tra lo scetticismo generale, ha saputo compattare l’ambiente e dominare il campionato al primo tentativo.
Il Portogallo oggi parla italiano: Francesco Farioli è il nuovo re dei Dragoni.

