Il mondo dell’Associazione Italiana Arbitri (AIA) resta sotto la lente d’ingrandimento della Procura di Milano, ma le strategie dei protagonisti coinvolti nell’inchiesta per concorso in frode sportiva iniziano a divergere nettamente.
La giornata di giovedì, attesa come un momento chiave per fare luce sulle presunte irregolarità, vedrà una sedia vuota: quella di Gianluca Rocchi.
La strategia di Rocchi: “Difesa impossibile senza atti”
L’ex designatore di Serie A e B, che si è autosospeso nei giorni scorsi in seguito all’emergere dell’indagine, non si presenterà davanti al PM Maurizio Ascione. Una decisione che non nasce da una volontà di sottrarsi al confronto, come precisato dal suo legale, ma da una precisa scelta tecnica legata al diritto di difesa.
Secondo quanto dichiarato dall’avvocato di Rocchi in una nota ufficiale, l’ex arbitro avrebbe voluto partecipare all’interrogatorio per chiarire la propria posizione. Tuttavia, il legale ha imposto il “no”:
In sostanza, la difesa di Rocchi attende di conoscere le prove e le intercettazioni in mano agli inquirenti prima di rispondere punto su punto alle contestazioni.
Gervasoni sceglie la linea del confronto
Di tutt’altro avviso sembra essere Andrea Gervasoni. L’ex supervisore VAR, anch’egli autosospesosi e indagato per concorso in frode sportiva, parrebbe pronto a varcare la soglia della Procura.
Il centro dell’attenzione per Gervasoni è il caso relativo alla sfida Salernitana-Modena. A differenza del collega, il legale di Gervasoni ha fatto sapere che il suo assistito “dovrebbe rispondere” alle domande degli inquirenti. Una scelta che potrebbe indicare la volontà di chiarire immediatamente la propria condotta nel caso specifico del match contestato, cercando di smarcarsi dalle accuse più pesanti.
Un’inchiesta che scuote il calcio
L’indagine milanese rappresenta un colpo durissimo per la credibilità del sistema arbitrale italiano. L’accusa di frode sportiva ipotizza un inquinamento dei risultati sul campo attraverso decisioni pilotate o condizionate.
Mentre Gervasoni si prepara a fornire la sua versione dei fatti, il silenzio (temporaneo) di Rocchi sposta i riflettori sulla prossima mossa della Procura. Il fascicolo delle indagini preliminari, una volta nelle mani dei difensori, diventerà la vera “partita” da giocare per determinare il futuro dei vertici arbitrali degli ultimi anni.
