( Alberto Sigona) – Miroslav Klose è degno di essere inserito fra le leggende del calcio soprattutto per il suo score in Nazionale, ed in particolare ai Mondiali, di cui è il maximo goleador di ogni epoca, con 16 reti (24 caps), superando il brasiliano Ronaldo nella storica Semifinale 2014 giocata dalla Germania contro il Brasile e vinta con il mostruoso punteggio di 7-1. Coi club invece il suo score non è stato così esagerato, almeno per una prima punta. Dopo aver militato alcuni anni nel Kaiserslautern (147-52), nel 2004 passò al Werder Brema, per un totale di 132-63. Nel 2007 andò al Bayern Monaco (2 Titoli nazionali), per un totale di 150 match (fra cui parecchie panchine e sostituzioni) conditi da 53 gol. Nel 2011 andò alla Lazio, dove avrebbe vissuto una sorta di seconda giovinezza, per un totale di 171 caps e 63 reti (si ricorda, in A, anche una cinquina al Bologna, 27 anni dopo Pruzzo, che però aveva tirato 2 rigori). Dotato di buona tecnica e notevole intelligenza tattica, oltre ad essere un efficace realizzatore, era abile nel mandare in gol i compagni di squadra, qualità che gli consentiva di risultare decisivo anche senza segnare. In totale ha giocato coi club 683 match, conditi da 268 gol (39%).
Tornando alla Nazionale ha collezionato in tutto 137 presenze e 71 reti (record; 51% di media), di cui, come già detto, 16 iridate. È il terzo giocatore a segnare almeno un gol in quattro edizioni della Coppa del Mondo (2002, 2006 – capocannoniere – , 2010, 2014); prima di lui avevano raggiunto questo traguardo Pelé e Seeler (entrambi nelle edizioni degli anni 1958-1962-1966-1970). Klose si è laureato Campione del Mondo proprio nell’edizione del record di gol, ovvero nel 2014. Nel 2002 era stato Argento.


