PAPU GOMEZ: “TORNIAMO A GIOCARE PER DARE UN PO’ DI GIOIA E DI ALLEGRIA AL POPOLO BERGAMASCO. LA GENTE VIVE E RESPIRA DI CALCIO E HA BISOGNO DI RIPARTIRE”
PAPU VICINO ALLA GENTE: “IL CALCIO E’ FELICITA’, NON SOLO SOLDI E NOTORIETA’. SONO UN ESEMPIO E CERCO DI AIUTARE CHI NE HA BISOGNO.
CON LA MIA MAGLIA RACCOLTI TANTI SOLDI PER L’OSPEDALE GIOVANNI XXII DI BG”
Il Capitano dell’Atalanta, Papu Gomez, intervistato da Massimiliano Graziani, nella Trasmissione di Radio 1 Rai Extratime, a pochi giorni dalla ripresa del campionato
Finalmente si torna a giocare e il Papu spera di regalare un po’ di sollievo e di serenità alla sua città adottiva
“L’idea è quella di provare a portare un po’ di gioia alla gente che, almeno per qualche ora alla settimana, avrà la possibilità di pensare ad altro. Ovviamente non possiamo riportare in vita tutti i morti che ci sono stati, ma almeno possiamo donare un po’ di gioia e di allegria al popolo Bergamasco”
Una città, duramente colpita che non può dimenticare il dolore, ma vorrebbe vivere un po’ di normalità, anche attraverso il calcio, come racconta il papu che è rimasto a Bergamo durante il Lockdown e nei giorni successivi
“Nelle poche occasioni in cui mi è capitato di andare fuori, per fare la spesa al supermercato, la gente che incontravo per la strada mi chiedeva quando si sarebbe tornato a giocare e se avevo qualche notizia o qualche novità sul campionato. La gente ama il calcio, vive e respira di calcio…anche gli appassionati hanno bisogno di ripartire”
Il Papu Gomez è argentino ma è molto legato a Bergamo perché nella città lombarda ha ritrovato una passione calcistica simile a quella del suo paese d’origine
“Conoscevo l’ambiente perché sono venuto a giocare a Bergamo con la maglia del Catania, tanti anni fa, e ho visto una tifoseria caldissima. Poi, quando ero in trattativa, per venire all’Atalanta ho parlato con German Denis e Maxi Morales che giocavano qua e mi hanno raccontato della passione dei tifosi e di come la città ama la sua squadra”
Papu Gomez non dimentica le sua origini, ad Avellaneda, Barrio alla periferia di Buenos Aires, e malgrado il successo è rimasto molto vicino alla gente, con l’esempio e con i gesti concreti di solidarietà.
“Sono una figura pubblica che ha una responsabilità, soprattutto nei confronti dei bambini che mi guardano e a volte cerco di dare una mano a quelli che hanno più bisogno, anche utilizzando la mia immagine. Ultimamente abbiamo raccolto tanti soldi con le maglie di calcio (ha messo all’asta la maglia che indossava negli ottavi di Champions contro il Valencia n.d.r.). Abbiamo raccolto tanti soldi per l’Ospedale Papa Giovanni Ventitreesimo di Bergamo e di questo sono molto, molto contento”
Papu che vuole essere esempio positivo per i più piccoli e che ha scritto un libro per bambini dal titolo “Ciao, sono il Papu”, in libreria in questi giorni.
“Noi giocatori di calcio siamo esempi per le future generazioni, quindi dobbiamo trasmettere positività. Dobbiamo raccontare la nostra storia e spiegare come siamo arrivati al successo, perché anche noi siamo persone normalissime e abbiamo costruito un sogno.
Voglio raccontare la mia storia per provare a trasmettere la mia passione ai bambini e far capire loro che lavorando tanto per un obiettivo si può raggiungerlo”.
Il successo nel calcio che per il Papu significa felicità pura e non solo guadagnare tanti soldi
“In Argentina ogni bambino cresce accanto ad un pallone e l’unica cosa che vuole è diventare un giocatore professionista. E quando sei bambino non pensi ad avere la bella macchina, la bella casa e i soldi. L’unica cosa a cui pensi è giocare a calcio con gli amici ed essere felice. Io ho sempre pensato a questo e non a fare i soldi. La cosa più importante che il calcio mi ha dato sono i rapporti che ho creato con tanti a amici da quando avevo 5 o 6 anni… e questo me lo porterò dietro per sempre”
Un ultimo pensiero a Papa Francesco, il Pontefice tifoso di calcio, argentino di Buenos Aires come lui
“Per noi è un orgoglio avere un Papa argentino. Un Papa così umile e così vicino alla gente”
EXTRATIME, il programma sportivo di Radio1 Rai a cura di Paolo Zauli e Massimiliano Graziani, con la regia di Ombretta Conti, in onda ogni domenica mattina alle 7.15 Su Radio1 e Radio1 sport.
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