Il Tour de France 2026, in programma dal 4 al 26 luglio con partenza da Barcellona e arrivo sugli Champs-Élysées a Parigi, si prepara a vivere l’ennesimo capitolo della rivalità tra due dominatori delle grandi corse a tappe: Tadej Pogačar e Jonas Vingegaard.
Al di là della loro forma individuale, spesso decisiva nei grandi Giri, sarà fondamentale anche il lavoro delle rispettive squadre. In un Tour che si preannuncia equilibrato, il peso dei gregari e dei luogotenenti potrebbe risultare determinante nei momenti chiave di alta montagna e nelle tappe di controllo del ritmo.
UAE Team Emirates-XRG: una corazzata per dominare ogni terreno
La formazione schierata a supporto di Pogačar si presenta come una delle più complete del gruppo, con uomini capaci di incidere in diversi scenari di gara.
In salita, il riferimento principale oltre allo sloveno sarà Adam Yates, già più volte protagonista nei grandi Giri e spesso fondamentale nei tapponi decisivi. Accanto a lui, il talento emergente di Isaac del Toro potrebbe rappresentare una carta tattica importante anche in ottica classifica generale.
A completare il blocco scalatori ci saranno Brandon McNulty e Felix Großschartner, entrambi affidabili nelle tappe di alta montagna e nel controllo del gruppo.
Su percorsi più pianeggianti e nelle fasi di gestione della corsa, UAE potrà contare su specialisti di alto livello come Nils Politt, Tim Wellens e Florian Vermeersch, fondamentali per proteggere il leader e mantenere il controllo nelle giornate più nervose.
La forza di questa squadra sta nella versatilità: molti corridori possono cambiare ruolo a seconda della situazione, offrendo a Pogačar più soluzioni tattiche rispetto ai rivali.
Visma-Lease a Bike: una macchina costruita attorno a Vingegaard
La formazione di supporto a Vingegaard si presenta meno ricca di alternative multiple, ma estremamente specializzata nel controllo del ritmo e nella protezione del leader danese.
Il riferimento in salita resta Sepp Kuss, già vincitore di grandi Giri e fondamentale nei momenti decisivi delle tappe alpine. Al suo fianco ci saranno Matteo Jorgenson e Davide Piganzoli, entrambi chiamati a sostenere il ritmo nelle frazioni di alta montagna e nei tratti più selettivi.
Il lavoro nelle fasi di pianura e controllo sarà affidato a corridori potenti e solidi come Per Strand Hagenes, Edoardo Affini, Victor Campenaerts e Bruno Armirail, tutti elementi chiave per mantenere la corsa sotto controllo e proteggere il capitano.
Due filosofie a confronto
Il confronto tra le due squadre evidenzia due approcci diversi alla stessa sfida:
- UAE Team Emirates-XRG punta su profondità, qualità diffusa e più corridori in grado di incidere anche oltre il ruolo di gregario
- Visma-Lease a Bike privilegia invece una struttura più essenziale, costruita per sostenere in modo diretto e disciplinato il proprio leader
In uno scenario di corsa regolare e controllata, la squadra di Vingegaard potrebbe esprimere grande efficienza. In un Tour più aperto, attaccato e imprevedibile, la maggiore varietà di soluzioni in casa UAE potrebbe diventare un fattore decisivo.

In ogni caso, la sensazione è che molto del Tour de France 2026 si giocherà non solo tra i due campioni, ma anche tra le loro squadre, sempre più determinanti nell’equilibrio delle grandi corse a tappe.

