La prima edizione del Saudi Tour, che si svolgerà tra il 4 e l’8 febbraio, offre un programma che combina paesaggi desertici e grattacieli, con cinque tappe intorno alla capitale Riyadh.
L’alternanza tra profili piatti e stadi più ondulati promette battaglie tra velocisti, intervallate da exploit di pugni o anche specialisti in fuga.
Tra gli specialisti della scala finale, il Saudi Tour ospiterà il ritorno al business di Mark Cavendish nei suoi nuovi colori del team Bahrein-McLaren, mentre Nacer Bouhanni proverà per la prima volta con la sua maglia Arkea-Samsic. Per quanto riguarda gli attacchi da lontano, si dovrà tenere d’occhio Niki Terpstra, Enrico Gasparotto, Rui Costa o anche Angel Madrazo, tutti desiderosi di tentare la fortuna.

Un nuovo territorio è pronto ad accogliere l’élite del ciclismo con la prima edizione del Saudi Tour che si terrà da martedì 4 febbraio a sabato 8 febbraio. Oltre cinque tappe tra i grattacieli della capitale Riyad e il deserto arabo, il percorso mira a evidenziare la storia culturale e la modernità del Regno, delineata dalle sue strutture sportive.
La prima tappa inizierà di fronte al quartier generale del Comitato Olimpico dell’Arabia Saudita, dove sono ospitate le federazioni sportive del paese. I corridori potranno avere un primo assaggio del deserto mentre guidano su strade che fanno fatica alle gambe portando ad un arrivo in salita a Jaww.
La seconda tappa, la più lunga, offrirà viste più spettacolari con un inizio vicino al Castello di Sadus, un primo giro su strade aperte che potrebbero portare a gradi e un traguardo sulla moderna Riyadh Turky Road.
La terza tappa, dalla King Saud University ad Al Bujairi, può essere la più impegnativa con un circuito impegnativo e un totale di nove salite. I piloti saranno di nuovo al limite mentre cavalcano nel deserto il giorno successivo e affrontano una salita di 5 km con una pendenza del 5% circa a Qiddiya, dove termina anche la Dakar 2020. Alla fine, la quinta tappa inizierà davanti alla Princess Nourah University e finirà al forte di Masmak dopo aver viaggiato attraverso Riyadh, all’ombra dei grattacieli.
Ogni tappa prevede diversi sprint intermedi, in salita o in cima, e i partecipanti segneranno punti in un’unica classifica, premiando il pilota più aggressivo del Saudi Tour. Questi sprint possono anche influenzare la gara per la vittoria complessiva con bonus di 3, 2 e 1 secondo in palio per l’ultimo sprint intermedio della giornata, ambientato negli ultimi 25 chilometri.
18 SQUADRE: I PRINCIPALI PARTECIPANTI
Bahrein
Bahrein-McLaren: Cavendish (GB), Bauhaus (Ger)
Belgio
Bingoal-Wallonie Bruxelles: Vanendert, Planckaert (Bel)
Circus-Wanty Gobert: Offredo (Fra)
Danimarca
Riwal Readynez Cycling Team: Havik (NL)
Francia
Arkea-Samsic: Bouhanni (Fra), McLay (GB)
B&B Hotels-Vital Concept: Debusschere (Bel)
Nippo Delko One Provence: Navardauskas (Lit)
Total Direct Energie: Terpstra (NL), Bonifazio (Ita), Gaudin (Fra)
Germania
Aiuto bici: Carstensen (Ger)
Gran Bretagna
Ribble Weldtite Pro Ciclismo: Lampier (GB)
Kazakistan
Astana Pro Team: De Vreese (Bel)
Malaysia
Terengganu Inc. TSG Cycling Team: Reguigui (Alg)
Russia
Gazprom-RusVelo: Chernetskii (Rus)
Sud Africa
NTT Pro Cycling: Gasparotto (Swi), Kreuziger (Cz), R.Janse van Rensburg (SAf)
Spagna
Burgos-BH: Madrazo (Spa)
Caja Rural-Seguros RGA: Malucelli (Ita)
Emirati Arabi Uniti
Emirati Arabi Uniti: Costa (Por), Conti (Ita)
Stati Uniti d’America
Rally Cycling: De Vos (Can)

