Alla viglia de big-match , domani sera domani sera ore 10,45 all’Allianz Stadium contro la sua ex Juventus , Massimiliano Allegri (il tecnicio squalificato , non siederà sulla panchina azzurra), in conferenza stampa-
“Ho passato a Torino 10 anni, il 50% della mia carriera lì… Sarà una partita bella, è uno scontro diretto tra due squadre che sono indietro in classifica. Inutile stare tutte le volte a ricordare… Il passato oggi non conta.”
Sullo stato d’animo dei bianconeri e le insidie della gara:
“Troveremo una squadra ferita, arrabbiata, e domani servirà agonismo, tecnica. La Juve non è la squadra che stanno dipingendo in questi giorni. Qualcuno l’ha data per morta, ma la Juve difficilmente muore, è una squadra forte, con un allenatore bravo, in questi momenti si compattano e perciò per noi sarà molto difficile.”
Sull’equilibrio tattico:
“Bisogna occupare meglio tutto il campo, la gestione della palla va fatta meglio, con maggiore lucidità nel capire quando bisogna rallentare e quando invece accelerare, le fasi sono due, quando hai palla e quando non ce l’hai. (…) Bisogna stare molto zitti e lavorare, zitti a prescindere, ma ora ancora di più perché siamo indietro in classifica.”
Sul peso della partita per la piazza:
“L’ho avvertito, quando giro in città, capisco i tifosi. Però credo che per una società come il Napoli, da 15 anni nei primi 4 posti, è molto riduttivo ridurre tutto a una partita. […] Se ci accontentiamo di vincere uno scontro diretto e siamo contenti allora non si fa un passo avanti.”
Sui dubbi di formazione (Rrahmani e Anguissa):
“Rrahmani ha avuto un’influenza, ieri ha fatto allenamento, oggi vediamo come sta perché poi si gioca mercoledì. Se sta abbastanza bene giocherà, altrimenti ci sarà uno tra Marianucci e Beukema. Anguissa anche lui non è stato bene, c’è un virus influenzale in giro, ogni tanto ne ammazza uno ma se sta bene gioca altrimenti gioca un altro.”
Sul trend dei gol in campionato:
“Ora in Italia si segna tantissimo? Ci sono tante componenti, per esempio ci sono più minuti di gioco effettivo. Ma l’altra cosa è che siamo all’inizio, i punti contano ma solo fino a un certo punto. Sono curioso di vedere a marzo quando i punti servono per entrare in Champions o non retrocedere…”


