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Conferenza stampa nel mirino, Malagò: «Se abbiamo sbagliato correggeremo tutto»

Giovanni Malagò rompe il silenzio sulle polemiche che hanno accompagnato la conferenza stampa di presentazione del nuovo commissario tecnico Roberto Mancini e del direttore tecnico Claudio Ranieri. Al centro delle contestazioni, le modalità di distribuzione delle immagini dell’evento, finite nel mirino di alcune testate giornalistiche.

Il presidente della FIGC ha affrontato direttamente la vicenda, assumendosi la responsabilità della scelta ma precisando che il sistema adottato non rappresenta una novità. «Se c’è una responsabilità, me la assumo come ho sempre fatto. Ho semplicemente chiesto se questa procedura fosse stata introdotta di recente e mi è stato risposto che è in vigore dal 2020», ha dichiarato.

Malagò ha spiegato che, nelle prime settimane del suo mandato, l’organizzazione delle conferenze stampa non era tra le questioni più urgenti da affrontare. «In poco più di un mese le priorità erano altre. Non mi sono soffermato sulle modalità di gestione delle immagini o sui vincoli tecnici previsti. Se però è stato commesso un errore, garantisco che sarà corretto».

Il numero uno della Federazione ha inoltre respinto le accuse di una conferenza stampa “a pagamento”, chiarendo che l’accesso all’evento era aperto a tutti i giornalisti. «Nessuno ha dovuto pagare per partecipare. La questione riguardava esclusivamente i diritti televisivi della Rai, che detiene i diritti di immagine dell’evento e impone alcune regole contrattuali».

Per evitare ulteriori incomprensioni, Malagò ha annunciato la disponibilità ad aprire un confronto con i rappresentanti della stampa già dopo la pausa estiva. L’obiettivo è individuare una soluzione condivisa che consenta a tutte le emittenti di operare nelle stesse condizioni.

«Se sarà necessario organizzeremo spazi diversi per permettere a tutte le televisioni di utilizzare le proprie telecamere. Mi dispiace che questa vicenda sia stata strumentalizzata, ma posso assicurare che a settembre tutto sarà chiarito e risolto», ha concluso il presidente federale.

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