La recente nomina di Roberto Mancini e Claudio Ranieri ai vertici tecnici della Nazionale ha riportato un clima di stabilità nel mondo del calcio italiano, dopo giorni segnati da tensioni e polemiche. La vicenda che ha coinvolto Andrea Pirlo, costretto a rinunciare al ruolo di Ct per il suo rapporto professionale con un’agenzia russa di scommesse, ha infatti acceso un dibattito più ampio.
Da qui parte l’editoriale di Andrea Riccardi, storico e fondatore della Comunità di Sant’Egidio, pubblicato su Famiglia Cristiana nel numero da domani in edicola: quando è giusto che la politica intervenga nei territori della cultura e dello sport?
La riflessione mette in fila alcuni casi recenti che mostrano come la politica tenda sempre più a entrare in ambiti tradizionalmente autonomi: dalla decisione dell’Unione europea di sospendere i finanziamenti alla Biennale di Venezia per la presenza del Padiglione Russia, agli accordi interrotti da alcuni istituti universitari italiani nei confronti delle università israeliane: «La cultura deve fermarsi difronte ai confini o ai muri dei conflitti? Lo scambio culturale – sottolinea Riccardi – è, a suo modo, un ponte che unisce popoli e Paesi, che si trovano in condizione di opposizione o di guerra».
Cultura ma non solo. Su questa scia, infatti, erano nate le limitazioni imposte agli atleti iraniani durante la Coppa del Mondo negli Stati Uniti ed è nata, appunto, la polemica attorno alla scelta di affidare la Nazionale ad Andrea Pirlo: «Lo sport, con il suo largo seguito popolare, manifesta in maniera agonistica una visione di convivenza globale – scrive Riccardi, già ministro per la cooperazione internazionale e l’integrazione – Alla cultura non si possono imporre confini».
Nel suo editoriale Riccardi invita a non rispondere con chiusure o esclusioni, ma con ponti, scambi, relazioni e chiude con una citazione dell’Atto costitutivo dell’Unesco: «Poiché le guerre iniziano nella mente degli uomini e delle donne, è nella mente degli uomini e delle donne che devono essere costruite le difese per la pace».
