Roberto Mancini è pronto a riprendere il suo posto sulla panchina della Nazionale italiana. Il tecnico di Jesi torna alla guida degli Azzurri dopo la prima esperienza vissuta dal 2018 al 2023, un periodo segnato da grandi risultati, ma anche da alcune delusioni.
Il primo incarico da commissario tecnico arrivò in un momento delicato per il calcio italiano, dopo la mancata qualificazione al Mondiale 2018. Mancini iniziò un percorso di ricostruzione puntando su un gioco offensivo, sul rinnovamento della rosa e sull’inserimento di numerosi giovani.
Nel corso della sua prima gestione, il nuovo CT ha guidato l’Italia in 59 partite, con un bilancio complessivo di 36 vittorie, 15 pareggi e 8 sconfitte. Numeri che raccontano un percorso inizialmente esaltante e caratterizzato da una lunga serie di risultati positivi.
Il punto più alto dell’era Mancini è arrivato nell’estate del 2021, quando gli Azzurri hanno conquistato il Campionato Europeo battendo l’Inghilterra nella finale di Wembley ai calci di rigore. Un trionfo che ha riportato l’Italia sul tetto d’Europa dopo 53 anni e ha consacrato il lavoro del tecnico.
Sotto la sua guida, la Nazionale ha inoltre stabilito un record storico, rimanendo imbattuta per 37 partite consecutive, una delle strisce senza sconfitte più lunghe mai registrate nel calcio internazionale.
Non sono però mancati momenti difficili. La mancata qualificazione al Mondiale 2022 in Qatar, arrivata dopo la sconfitta nei playoff contro la Macedonia del Nord, ha rappresentato la principale delusione del suo mandato. Nell’agosto 2023 Mancini ha poi lasciato l’incarico, chiudendo un ciclo iniziato con grandi aspettative.
Ora il tecnico torna sulla panchina azzurra con una nuova sfida davanti: riportare entusiasmo, identità e risultati alla Nazionale italiana. Al suo fianco ci sarà Claudio Ranieri, nuovo direttore tecnico e presidente del Club Italia, in un progetto che punta a rilanciare l’intero movimento calcistico nazionale.

