L’Italia di Gennaro Gattuso è pronta a scendere in campo contro la Bosnia ed Erzegovina in una sfida delicata nel percorso verso i Mondiali 2026.
Il commissario tecnico azzurro sembra orientato a dare continuità al lavoro delle ultime uscite, puntando su un undici ormai riconoscibile e su un sistema di gioco che offre equilibrio e intensità.
Difesa solida e modulo confermato
Gattuso dovrebbe confermare il 3-5-2, con Gianluigi Donnarumma tra i pali e una linea difensiva composta da Gianluca Mancini, Alessandro Bastoni e Riccardo Calafiori. Una retroguardia che unisce fisicità e capacità di impostazione, elemento chiave nella costruzione dal basso.
Centrocampo tra qualità e muscoli
Sulle fasce agiranno Matteo Politano e Federico Dimarco, chiamati a garantire spinta e copertura. In mezzo al campo spazio alla qualità di Nicolò Barella e Sandro Tonali, con il dubbio tra Manuel Locatelli e Bryan Cristante per completare il reparto.
Attacco: Kean sicuro, ballottaggio aperto
In avanti una maglia è certa per Moise Kean, mentre resta aperto il ballottaggio tra Mateo Retegui e il giovane Francesco Pio Esposito. Una scelta che potrebbe cambiare l’interpretazione offensiva: più fisicità con Retegui, maggiore imprevedibilità con Esposito.
Bosnia, occhio a Džeko
Dall’altra parte, la Bosnia si affiderà all’esperienza e al fiuto del gol di Edin Džeko, supportato da una squadra compatta e pronta a sfruttare le ripartenze. Non sarà una gara semplice per gli azzurri, soprattutto in un ambiente tradizionalmente caldo.
Una prova di maturità
Per l’Italia si tratta di un banco di prova importante. Gattuso chiede intensità, spirito di sacrificio e personalità: ingredienti fondamentali per costruire una Nazionale credibile e competitiva.
Il campo dirà se le scelte del tecnico saranno quelle giuste, ma una cosa è certa: questa Italia ha bisogno di certezze, e ogni partita può essere quella giusta per trovarle.


