Adriano Panatta ha commentato la finale del Roland Garros ai microfoni di Rai Radio1, intervenendo come ospite della trasmissione Un Giorno da Pecora. L’ex campione azzurro ha analizzato la prestazione di Flavio Cobolli, sconfitto in finale contro Alexander Zverev.
Panatta ha sottolineato come Cobolli abbia “giocato bene” e non sia semplice affrontare per la prima volta una finale sul campo centrale di Parigi. Secondo l’ex tennista, l’azzurro ha tenuto il livello del match “alla pari con Zverev per quattro set”, prima che un problema fisico lo condizionasse nel momento decisivo. “Alla premiazione mi ha detto che si è incrampato alla fine del quarto set”, ha raccontato.
Nel corso dell’intervento, Panatta ha anche fatto un confronto tra il tennis attuale e quello della sua epoca: “Quando ho vinto io il Roland Garros facevano 40 gradi, era l’anno della siccità. Noi eravamo più tecnici e meno fisici, il nostro era un gioco più tattico e stilistico. Con questo modo di giocare ci si infortuna molto più facilmente”.
Nonostante la sconfitta, l’ex campione ha espresso fiducia nel futuro del giovane italiano, sottolineando come fino a poco tempo fa non avrebbe immaginato un percorso così rapido fino a una finale Slam. “Zverev è più strutturato, ma in due anni Cobolli sarà pronto per i tornei più importanti”, ha aggiunto.
Con questa finale, resta ancora intatto un primato storico: Adriano Panatta rimane l’ultimo italiano ad aver vinto il Roland Garros, nel 1976.

