Niente medaglia per l’Italia nella 3 km knockout maschile agli Europei di nuoto di fondo di Parigi. Dopo il bronzo conquistato da Ginevra Taddeucci nella prova femminile, gli azzurri sfiorano il podio con Gregorio Paltrinieri, costretto ad accontentarsi del quarto posto al termine di una volata decisa al fotofinish.
Il titolo europeo va a sorpresa all’ungherese Dávid Betlehem, protagonista di una finale coraggiosa e tatticamente impeccabile. Alle sue spalle chiudono i francesi Olivier e Fontaine, che riescono a precedere proprio Paltrinieri negli ultimi metri. L’altro italiano in finale, Alessandro Filadelli, termina invece al decimo posto.
Greg protagonista, ma il podio sfuma nel finale
Paltrinieri aveva costruito bene la propria gara nelle fasi precedenti. Dopo il quinto posto nella prima frazione da 1.500 metri, il campione azzurro aveva alzato il ritmo nella semifinale sui 1.000 metri, chiudendo secondo e guadagnandosi così l’accesso alla finale.
Nel momento decisivo, però, sono arrivati i problemi. Greg ha perso qualche posizione a causa di un’interpretazione non perfetta di una virata alla seconda boa e si è trovato costretto a rimontare nel concitato tratto conclusivo. La Senna, con un campo gara particolarmente stretto, non ha lasciato molto spazio alle manovre.
Paltrinieri ha comunque provato fino all’ultimo a inserirsi nella lotta per il podio, ma la rimonta si è fermata a pochi centimetri dal traguardo. Olivier e Fontaine hanno avuto la meglio nella volata, relegando l’azzurro alla quarta posizione.
Una vera beffa per Greg, che ha visto sfumare una medaglia dopo una prestazione complessivamente positiva.
Betlehem firma il colpo a sorpresa
La finale ha regalato anche un risultato inatteso. I grandi favoriti tedeschi, protagonisti assoluti delle fasi eliminatorie, sono infatti crollati proprio nel momento decisivo. Florian Wellbrock ha concluso settimo, Liebmann ottavo e Klemet nono: nessuno dei tre è riuscito a entrare nella top 3.
A sfruttare la situazione è stato Betlehem, autore di una scelta tattica tanto rischiosa quanto efficace. L’ungherese ha deciso di spostarsi lateralmente rispetto alla traiettoria più diretta verso il traguardo, guadagnando però spazio e libertà di movimento. Una scelta che gli ha permesso di accelerare nel momento decisivo e sorprendere gli avversari.
Betlehem ha così conquistato un prezioso oro europeo davanti al pubblico francese, mentre la doppietta transalpina Olivier-Fontaine ha completato il podio.
Italia ferma a quota 20 medaglie
Con il quarto posto di Paltrinieri e il decimo di Filadelli, il bottino dell’Italia rimane fermo a 20 medaglie. L’ultima possibilità di incrementarlo arriverà con la staffetta del fondo, gara nella quale gli azzurri partono con ambizioni importanti.
La concorrenza, però, sarà agguerrita: Germania e Ungheria rappresentano due delle principali minacce per l’Italia, che proverà a chiudere la rassegna continentale con un’altra medaglia.
Paltrinieri: «Non è stata brutta la gara, è stato brutto il risultato»
Al termine della prova, Paltrinieri ha raccontato tutta la sua amarezza, spiegando di aver avuto la sensazione di poter fare qualcosa in più negli ultimi 500 metri.
«Sentivo che ne avevo di più. Ho ricevuto tante botte, come sempre, negli ultimi 500 metri. Stavo risalendo, ma non c’è spazio: il campo gara della Senna è strettissimo», ha spiegato l’azzurro.
Il campione carpigiano ha individuato nella partenza uno dei momenti più complicati: «Non ho una partenza forte come gli altri e quindi mi ritrovo un attimo indietro nei primi giri di boa». Poi, nella fase conclusiva, anche un pizzico di sfortuna: «Nell’imbuto finale sono stato anche sfortunato e imbottigliato».
Nonostante il quarto posto, Paltrinieri guarda con fiducia alle proprie sensazioni: «Non è stata brutta la gara, è stato brutto il risultato. Mi sto sentendo sempre meglio giorno dopo giorno. Purtroppo poi le medaglie non arrivano».
Greg ha anche sottolineato l’altissimo livello della competizione: «Sono sempre salito sul podio in Coppa del Mondo nella knockout sprint e oggi era come in una Coppa del Mondo perché ci sono tutti. Il livello è allucinante. Siamo tutti medagliati olimpici».
Ora l’obiettivo è già rivolto alla staffetta: «Si vive anche di emozioni, non solo di risultati. È stato bello comunque disputare questa gara e mi sono divertito anch’io. Ora testa alla prova a squadre: siamo una grande staffetta e dobbiamo prenderci la rivincita. Ripartirò fiducioso, però sì, c’è da lavorare».

