Il neo eletto presidente della FIGC, Giovanni Malagò, ha le idee chiarissime sul futuro della Nazionale. In un’intervista rilasciata a La Repubblica, il numero uno del calcio italiano ha tracciato il profilo ideale del prossimo commissario tecnico: niente contratti faraonici a scatola chiusa o pretese da star, serve prima di tutto amore per la maglia azzurra.
L’identikit del CT: “Niente paletti, serve entusiasmo”
Per Malagò, chi siederà sulla panchina dell’Italia dovrà dimostrare una fame cieca e la voglia di sposare un progetto biennale che punti dritto ai prossimi Europei. L’aspetto economico è secondario rispetto alle motivazioni:
- Identikit chiaro: Chiunque metta troppi vincoli su orari o disponibilità è tagliato fuori, a prescindere dal curriculum.
- La durata del progetto: Il contratto sarà a breve termine (fino all’Europeo). “Sono una persona seria, non firmo contratti a lungo termine senza certezze sul futuro”, ha blindato Malagò.
- Suggestione straniera: Un tecnico non italiano? “Mai dire mai”.
Grandi ex nel mirino e il distacco dei tifosi
L’idea forte del presidente è quella di affidare la Nazionale a chi il campo lo ha masticato per anni ai massimi livelli. I contatti con le leggende del nostro calcio ci sono stati, anche se per ora si tratta solo di colloqui informali:
“Vorrei un ex calciatore. Sento spesso Maldini, ho incontrato Del Piero, abbracciato Baggio e parlato con Buffon, ma non c’è ancora nulla di definitivo”.
Malagò ha poi analizzato con lucidità il feeling interrotto tra i tifosi e i calciatori di oggi, sottolineando come la categoria si sia un po’ isolata: “L’opinione pubblica oggi è molto meno disposta a essere affettuosa verso il mondo del calcio. Qualche critica ai giocatori è corretta”.
Pace fatta con il Ministro Abodi
Infine, spazio alla diplomazia politica. Non è un segreto che il ministro dello Sport, Andrea Abodi, avesse spinto per soluzioni diverse (come il commissariamento della Federazione), ma Malagò è pronto a voltare pagina per il bene dello sport italiano:
“È stato il secondo a telefonarmi, ci vedremo in settimana. Che non fosse felice della mia candidatura era evidente dalle sue dichiarazioni, anche quando non c’erano i presupposti politici o giuridici per un commissariamento. Ma ora voglio lasciarmi tutto alle spalle”.


