ROMA — Una serata intensa, spettacolare e, alla fine, amarissima per la squadra di Gian Piero Gasperini. Dopo l’eliminazione negli ottavi di UEFA Europa League 2025-2026 contro il Bologna Football Club 1909, il tecnico ha analizzato con lucidità una partita che ha lasciato più rimpianti che certezze.
Allo Stadio Olimpico è andato in scena un confronto vibrante contro la Roma, deciso soltanto ai tempi supplementari. Il doppio confronto si è chiuso sul filo dell’equilibrio, ma a fare la differenza sono stati episodi e disattenzioni che Gasperini non ha nascosto nel post-partita.
“Abbiamo fatto vedere il meglio e il peggio di ciò che possiamo essere”, ha dichiarato l’allenatore, sintetizzando perfettamente l’andamento della gara. Una squadra capace di esprimere calcio di alto livello, ma allo stesso tempo vulnerabile nei momenti chiave. Errori difensivi e qualche ingenuità di troppo hanno finito per compromettere un passaggio del turno che, per lunghi tratti, sembrava alla portata.
Nonostante la delusione, Gasperini ha voluto difendere il gruppo: nessuna accusa diretta ai giocatori, ma anzi un riconoscimento dello sforzo. “Non mi sento di dire niente ai ragazzi, sono straordinari”, ha aggiunto, sottolineando come la fatica — soprattutto nei supplementari — abbia inciso in maniera evidente.
Il tecnico ha anche lasciato intendere che la profondità della rosa abbia avuto un peso nel finale, quando le energie sono venute meno e il Bologna ha trovato lo spunto decisivo per chiudere la qualificazione.
L’eliminazione brucia, soprattutto per come è maturata: una partita aperta, ricca di emozioni e occasioni, in cui ogni dettaglio ha fatto la differenza. Resta però la consapevolezza di aver giocato alla pari e, per certi versi, di aver sprecato un’opportunità importante.
Per Gasperini e i suoi ora l’obiettivo è voltare pagina rapidamente. La prestazione offre spunti positivi, ma anche segnali chiari su cui lavorare: maggiore solidità nei momenti decisivi e più attenzione nei dettagli. Perché, come dimostrato all’Olimpico, in Europa basta poco per passare da una grande impresa a una cocente eliminazione.


