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ESCLUSIVA MV, Franco Ordine: “Il Milan non può competere per lo Scudetto, Calendari? Vi dico la mia”
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ESCLUSIVA MV, Franco Ordine: “Il Milan non può competere per lo Scudetto, Calendari? Vi dico la mia”

Franco Ordine, intervistato sul nostro canale YouTube dal direttore Pietro Balzano Prota per la rubrica Milan Update.

Franco Ordine è intervenuto sul canale YouTube di Milan Vibes come ospite del format “Milan Update” per parlare di Milan in diverse sfumature.

    Franco Ordine, intervistato sul nostro canale YouTube dal direttore Pietro Balzano Prota per la rubrica Milan Update.

        Calendari, il Milan dovrebbe alzare la voce?

            C’è qualcosa che non sta funzionando tra var e arbitraggi?

        Bologna-Milan è un messaggio al campionato?

        Quanto è importante Allegri per questo Milan e cos’è cambiato dalla sua prima gestione milanista?

        In cosa bisogna migliorare sotto il punto di vista gestionale e societario?

        A questo Milan quanto manca il vero Leao?

        Il Milan è in grado di lottare per lo scudetto?

        Domanda bonus: il tuo più bel ricordo nella carriera da giornalista?

Calendari, il Milan dovrebbe alzare la voce?

“Io penso questo. A proposito di calendari io non intervengo più, per due motivi. Il primo: quest’anno il Milan gioca solo il campionato, a che cosa ti vuoi attaccare? Il secondo è molto personale: quando ho fatto la famosa battaglia contro il calendario alcuni anni fa, che nasceva dal fatto che il Milan giocasse in Champions il mercoledì sera a Dortmund contro il Borussia, tornava il giovedì mattina e il venerdì pomeriggio doveva partire per Genova dove avrebbe giocato il sabato sera. In quella circostanza sono rimasto da solo. Ho fatto una litigata clamorosa con gli uffici della lega. Qualcuno che allora stava al Milan fece addirittura cancellare il post che riprendeva la mia polemica a Mauro Suma, sostenendo che non era quella la linea del club. Io me ne sono infischiato della linea del club perché quella non mi interessa. Era la linea mia. Per andare al cuore della domanda: il Milan se si fa sentire non cambia qualcosa. Quello che manca secondo me è: o una figura di grande esperienza, di grande carriera calcistica che abbia conoscenze a tutti i livelli, oppure, se questa cosa non la vuole fare il Milan, deve deputare qualcuno a costruirsi questo tipo di rapporti. Fino ad ora questi tipi di rapporti hanno avuto la punta più alta di crisi il giorno in cui si è votato di rinviare Bologna-Milan danneggiando clamorosamente il Milan.”

C’è qualcosa che non sta funzionando tra var e arbitraggi?

“Per questo argomento faccio una questione molto generica. Quello che non funziona è l’invasione di campo del varista nei confronti dell’arbitro di campo. Chiedo per quale motivo ci sono stati fino ad oggi solo tre episodi di arbitri di campo che hanno nonostante la chiamata del var confermato la decisione di campo. Due di questi al Milan. Il rigore di Parma-Milan su Saelemaekers e Milan-Lazio, il rigore invocato dalla Lazio non concesso. Episodio gravissimo in quella circostanza: il var Di Paolo disse all’arbitro di campo “Decidi tu”, facendo una pressione indebita su un arbitro alle prime armi. La seconda valutazione: esiste una classifica del rapporto tra falli commessi e cartellini gialli. In questa c’è una clamorosa disfunzione tra il rapporto del Milan e delle altre squadre di vertice. Terza valutazione: i 7 rigori fischiati contro il Milan sono una specie di record.”

Bologna-Milan è un messaggio al campionato?

“No, non è un messaggio al campionato, è un messaggio a coloro i quali pensano che il calcio sia come il jukebox. Non è così. Come ha spiegato con cristallina onestà Roberto De Zerbi in un collegamento telefonico con Adani e Cassano esiste non solo una strada per il successo nel calcio. Io personalmente che ho avuto la fortuna di poter seguire tutto il Milan berlusconiano, ho potuto dividere in 3 cicli. Ognuno di questi vinceva in modo diverso dall’altro. Il primo di Sacchi, bel gioco fino all’ossesione. Secondo Capello, riduzione dei rischi del fuorigioco e aumento dell’aspetto fisico. Terzo ciclo ancelottiano, con un mix dei due precedenti. Per quello che mi ha regalato dal punto di vista dell’emozione e della scoperta, per me quello di Sacchi è stato il più bello.”

Quanto è importante Allegri per questo Milan e cos’è cambiato dalla sua prima gestione milanista?

“Non c’è nessun paragone tra l’Allegri di oggi e quello del 2011. Per due motivi: l’Allegri del 2011 al debutto in una grande squadra, aveva un ombrello sotto il quale ripararsi, la società. Soprattutto Galliani gli ha fatto da scorta armata nei primi mesi. Quello di oggi è un Allegri maturo e attento nella comunicazione. Molto attento a ritagliarsi il proprio spazio di autonomia, animato da strepitose motivazioni che lo portano a voler la sua carriera in traiettoria con quella che era stata precedentemente al suo triennio juventino.”

In cosa bisogna migliorare sotto il punto di vista gestionale e societario?

“La prima cosa da fare è cancellare presso l’opinione pubblica, non dando adito a un piccolo appiglio l’idea che esistano due Milan: quello di Casa Milan e quello di Milanello. Questo sarebbe un grave errore che potrebbe minare la reputazione stessa del Milan. Dal punto di vista politico lo abbiamo già detto. Deve migliorare nell’attrezzare una comunicazione che sia molto più battagliera sui social come fanno società che hanno assoldato influencer per far circolare determinati messaggi.”

A questo Milan quanto manca il vero Leao?

“Il Milan attuale che si trova al secondo posto con 50 punti, avendo avuto Leao e Pulisic al 30% è una specie di miracolo. Se da qui alla fine del campionato il Milan dovesse recuperare la piena condizione dei due secondo me i tifosi del Milan potrebbero anche divertirsi molto.”

Il Milan è in grado di lottare per lo scudetto?

“La mia risposta è assolutamente no. Primo, la rosa attuale aveva bisogno di essere puntellata con un difensore di grande esperienza e un ricambio di Saelemaekers. Anche se, in questo do ragione al lavoro di Allegri: Athekame di recente non mi ha deluso, anzi mi ha sorpreso. Non lo è però perché il Milan sconta due handicap: non avere una rosa molto estesa e l’aver sciupato nel girone di andata troppi punti con le squadre con la parte destra della classifica.”

Domanda bonus: il tuo più bel ricordo nella carriera da giornalista?

“Il più bel ricordo è quello del maggio 1989, finale della Coppa dei Campioni Milan-Benfica. Partita brutta, le partite non è che ti escono tutte bene. Penso che il Milan abbia perso la più bella finale della sua vita a Istanbul. Il Milan aveva appena perso il campionato per la famosa monetina di Bergamo: Atalanta-Napoli con Carmando che dice ad Alemao “non ti alzare che vinciamo la partita”. In quella circostanza il Milan vinse la coppa. La sera a notte inoltrata, tornati in città andammo sotto il Prater, l’albergo del Milan a Vienna. Squadra che nel mentre stava cenando e festeggiando la seconda Coppa dei Campioni consecutiva nell’era Berlusconi. Tra l’altro erano ospiti in quella circostanza da soci di Berlusconi nel cinema Mario e Vittorio Cecchi Gori che poi sarebbero diventati azionisti e proprietari della Fiorentina. In quella circostanza con i tifosi sotto l’albergo, Berlusconi si affacciò con dei giocatori, parlò con i tifosi e fece un intervento di pochi minuti che diventò famoso: il Milan in quella circostanza il Milan si era rivelato più forte dell’ingiustizia, più forte della sfortuna, più forte dell’invidia.”

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