In seguito alla decisione del Consiglio Nazionale di commissariare la FIGC — affidandone la guida a Giovanni Malagò — l’allora dirigente del CONI Luciano Buonfiglio ha espresso una riflessione profonda sul senso e sulle responsabilità delle istituzioni sportive.
Secondo Buonfiglio, decisioni di questa portata non devono mai essere lette in un’ottica di vincitori e vinti. Al contrario, quando si richiamano a gran voce i valori fondanti dello sport, diventa fondamentale dimostrare la forza morale di tradurli in azioni concrete, rendendo il rispetto delle normative un vero e proprio argine a tutela dell’intero sistema.
Nei momenti di tensione istituzionale, il ruolo di chi rappresenta lo sport è quello di mantenere la massima imparzialità, lasciando da parte le dinamiche personali ed evitando che a pagarne le conseguenze siano coloro che hanno agito in totale buona fede. Mettere l’interesse collettivo e la correttezza procedurale al di sopra di ogni personalismo è l’unica strada per garantire che, alla fine, a uscire davvero vittorioso sia soltanto lo sport.

