Il weekend di Serie A riserva un ritorno dal sapore particolare per Maurizio Sarri, pronto a sfidare la Juventus sedendosi sulla panchina dell’Atalanta. Per il tecnico toscano la sfida dell’Allianz Stadium non potrà mai essere una partita come le altre, evocando i ricordi — spesso agrodolci — della sua parentesi torinese nella stagione 2019/20.
Un’avventura intensa ma breve, vissuta interamente all’ombra del Covid e degli stadi deserti, culminata con la conquista di uno scudetto ma interrotta bruscamente dall’eliminazione europea contro il Lione e dal successivo esonero. Un rapporto che lo stesso allenatore ha definito senza troppi sentimentalismi: “Fu una stagione strana, con gli stadi praticamente vuoti da marzo in poi. Forse anche per questo motivo non ho grandi ricordi di quell’esperienza. In ogni caso nessun rimpianto”, ha dichiarato di recente ai microfoni di Sky.
Il cammino dei bergamaschi
Mettendo da parte i ricordi del passato, il presente nerazzurro parla di un avvio di campionato a corrente alternata. L’Atalanta ha finora racimolato sei punti in quattro partite, alternando buone prestazioni a passi falsi come il recente ko casalingo per 2-1 contro il Cagliari e la sconfitta rimediata all’Olimpico.
Nonostante la frenata, Sarri non perde la calma e traccia la rotta basata sulla pazienza e sulla programmazione: “È un anno di costruzione: sia il direttore sportivo che la società non fissano obiettivi materiali di breve periodo, ma parlano di costruzione per avere obiettivi solidi nel medio periodo”. La difficile trasferta di Torino rappresenterà ora un importante banco di prova per misurare la crescita del nuovo ciclo atalantino.

