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Caso Arbitri, la Procura di Monza chiede l’archiviazione: “Nessuna frode sportiva”

La vicenda giudiziaria che ha coinvolto i vertici della classe arbitrale italiana si avvia verso la conclusione. La Procura di Monza ha infatti avanzato una richiesta di archiviazione per l’indagine che vedeva indagati per concorso in frode sportiva figure di spicco del settore, tra cui l’ex designatore Gianluca Rocchi, l’ex supervisore VAR Andrea Gervasoni e gli ex varisti Luigi Nasca e Rodolfo Di Vuolo.

Al centro del procedimento c’erano le cosiddette “bussate” alla sala VAR di Lissone durante alcune gare disputate tra il 2024 e il 2025. Tuttavia, secondo i magistrati guidati da Claudio Gittardi, l’analisi approfondita di audio, video e documenti non ha fatto emergere né condotte fraudolente né l’intenzione dolosa di alterare i risultati del campo.

Tra tensioni istituzionali e confini penali

Pur escludendo la rilevanza penale, i pm hanno evidenziato un quadro caratterizzato da criticità organizzative, tensioni interne e problemi di governance all’interno del sistema arbitrale. Aspetti che, secondo la Procura, potrebbero eventualmente trovare spazio nelle sedi disciplinari o politico-sportive, ma che non configurano il reato di frode. I magistrati hanno inoltre ribadito un principio fondamentale: un errore tecnico, un’infrazione del protocollo o un’interlocuzione sopra le righe non possono essere automaticamente catalogati come crimini, poiché la frode richiede un effettivo e ingannevole disegno alterativo. In diversi casi, anzi, è emerso che l’intervento esterno mirava semplicemente a rimediare a un evidente errore di valutazione.

La reazione dell’AIA

L’Associazione Italiana Arbitri ha commentato la decisione con grande sollievo, ribadendo la fiducia nell’operato della magistratura e la convinzione sulla correttezza dei propri associati. L’auspicio dell’associazione è che i professionisti coinvolti possano finalmente ritrovare serenità e vedere pienamente riabilitata la propria immagine. La parola passa ora al giudice per le indagini preliminari, chiamato a ratificare l’archiviazione.

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