Sfondo scuro Sfondo chiaro

Cuesta analizza la sconfitta del Parma: «Dobbiamo crescere, il lavoro è l’unica strada»

Il Parma comincia la stagione con una sconfitta interna contro il Cagliari, ma Carlos Cuesta prova a guardare oltre il risultato. Il tecnico gialloblù, al termine dell’1-0 del Tardini, ha analizzato con attenzione una partita dai due volti: una prima parte in cui la squadra è riuscita a imporre le proprie idee e un finale nel quale sono emerse diverse difficoltà.

Il gol di Romano ha deciso una sfida equilibrata, nella quale il Parma non è riuscito a concretizzare i momenti favorevoli. Per Cuesta, però, la priorità è già chiara: capire cosa non ha funzionato e continuare a lavorare.

«Abbiamo avuto il controllo per buona parte della gara»

L’allenatore del Parma riconosce al Cagliari un buon avvio, ma sottolinea come la sua squadra sia riuscita progressivamente a prendere in mano la partita.

«Il Cagliari è partito meglio di noi, ma tra il 20’ e il 60’ siamo riusciti a giocare la partita che avevamo preparato. Abbiamo fatto bene sia nella fase difensiva sia quando siamo arrivati nella loro metà campo».

Il problema è arrivato nella parte finale dell’incontro: «Volevamo creare più occasioni attraverso il gioco, senza affidarci solamente ai calci piazzati o alle iniziative dei singoli. Dopo il 60’, però, abbiamo perso un po’ di efficacia e abbiamo faticato a guadagnare campo».

Cuesta non nasconde la delusione: «Volevamo vincere, ma ora dobbiamo analizzare attentamente la partita. Sappiamo che c’è tanto da migliorare e l’unico modo per farlo è lavorare tanto e farlo nel modo giusto».

Fiducia nei giovani

Il Parma ha affidato una parte importante delle proprie responsabilità anche a diversi giovani. Konaté e Lontani hanno affrontato la loro prima partita in Serie A, mentre Diallo ha fatto il suo debutto nel massimo campionato.

Cuesta ha scelto di difenderli: «Sono ragazzi che hanno qualità e che possono darci una mano, ma devono necessariamente attraversare un percorso di crescita. È normale che abbiano bisogno di tempo».

Particolarmente positivo il giudizio su Konaté: «Ha giocato con personalità, ha cercato di aiutare la squadra e ha fatto quello che gli avevamo chiesto. Non ho nulla di negativo da dire sulla sua prestazione».

La posizione di Bernabé e il cambio

Tra le scelte tattiche del tecnico c’è stata anche quella di utilizzare Bernabé in una posizione differente rispetto al solito.

«Bernabé è principalmente un centrocampista. Può giocare più basso per aiutare la costruzione oppure avanzare e giocare vicino all’area avversaria. Oggi abbiamo deciso di metterlo nella zona in cui pensavamo potesse essere più utile alla squadra».

La sostituzione è arrivata anche per una questione fisica. «Mi ha chiesto di uscire perché era stanco. È reduce da un’operazione, ha svolto una preparazione più breve e ha giocato in una posizione che richiede un tipo di lavoro differente. È normale che abbia accusato un po’ di fatica».

Keita con più libertà offensiva

Cuesta ha spiegato anche la scelta di affiancare caratteristiche differenti a centrocampo.

«Con Keita volevamo avere maggiore presenza negli ultimi metri e cercare i suoi inserimenti. Ordoñez, invece, è un giocatore più orientato alla costruzione».

L’obiettivo era quello di sfruttare una caratteristica già mostrata dal centrocampista nella scorsa stagione: «Volevamo che Keita potesse arrivare maggiormente vicino all’area, come aveva fatto nella parte conclusiva dello scorso campionato».

Touré deve essere messo nelle condizioni migliori

Tra i giocatori che non sono riusciti a incidere come sperato c’è El Bilal Touré. Cuesta, però, preferisce parlare di condizioni di gioco piuttosto che di responsabilità individuali.

«Dobbiamo lavorare per creare il contesto migliore affinché possa esprimere le sue qualità. Nel primo tempo non è riuscito a trovare le condizioni ideali per sentirsi a suo agio».

Il compito dello staff sarà quindi quello di individuare le soluzioni tattiche più adatte: «Dovremo capire come mettere la partita nelle condizioni migliori per lui e per tutta la squadra».

Kouda, una risorsa da valorizzare

Tra le note positive della preparazione c’è Kouda, che ha conquistato spazio proprio grazie alle buone prestazioni estive.

«Ha giocato perché ha fatto un’ottima preparazione. Gli avevamo chiesto di occupare una posizione simile a quella di Keita, cercando di accompagnare maggiormente l’azione e di aiutare El Bilal negli inserimenti».

Il centrocampista ha avuto anche l’opportunità di lasciare il segno: «Ha avuto una buona occasione, ma non è stato abbastanza preciso».

Cuesta, comunque, guarda al futuro con fiducia: «È un giocatore molto disponibile, può ricoprire diversi ruoli a centrocampo e darci una mano in tanti modi».

La sconfitta contro il Cagliari rappresenta dunque un primo campanello d’allarme, ma non una sentenza. Per il Parma il percorso è appena cominciato e Cuesta sa che serviranno tempo, lavoro e continuità per trovare gli equilibri necessari a competere al meglio in Serie A.

Articolo precedente

Romano illumina il Tardini: il Cagliari batte il Parma e conquista una vittoria pesante

Articolo successivo

Pisacane si gode il colpo di Parma: «Vittoria da squadra, ma non siamo ancora arrivati»