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Rivoluzione FIGC: Malagò, Maldini e Leonardo lanciano il piano per rinascere. “Sogno Guardiola, ma prima la visione”
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Rivoluzione FIGC: Malagò, Maldini e Leonardo lanciano il piano per rinascere. “Sogno Guardiola, ma prima la visione”

Il punto di svolta per il calcio italiano parte ufficialmente da Milano.

Nella sede della Lega Serie A, la nuova dirigenza della FIGC ha presentato il piano strategico destinato a tracciare la rotta del nostro movimento per i prossimi anni. Un progetto ambizioso, sintetizzato dalle parole del neo presidente Giovanni Malagò e rafforzato dalla presenza di due icone del calcio internazionale: Paolo Maldini, nel nuovo ruolo di Direttore Tecnico, e Leonardo in qualità di advisor.

La svolta dirigenziale e l’obiettivo 2032

Un cambio di paradigma netto rispetto al passato. Se in precedenza le decisioni venivano centralizzate dalla presidenza, Malagò ha scelto la strada della condivisione totale: «Ho invertito la clessidra e coinvolto Paolo e Leonardo. Ci siamo fissati un traguardo a sei anni, fino all’Europeo 2032, per colmare un gap che oggi è sotto gli occhi di tutti».

Un’investitura accolta da Maldini come una vera e propria «chiamata alle armi», spinta dalla volontà di restituire un’identità tecnica precisa a una federazione che deve ritrovare slancio e credibilità.

La caccia al nuovo CT: “Partiti dai migliori al mondo”

L’argomento più caldo resta inevitabilmente la panchina della Nazionale. Maldini non nasconde l’asticella altissima fissata dalla nuova direzione tecnica, rivelando anche retroscena di primo piano: «Prima di parlare con Pep Guardiola, ho contattato Carlo Ancelotti. Ci sembrava giusto partire da quelli che riteniamo i migliori al mondo».

Nessuna smania di chiudere a tutti i costi senza le giuste garanzie: «C’è fretta, ma la tempistica è dettata dall’opportunità di avere le figure che vogliamo. È preferibile aspettare la persona giusta piuttosto che accelerare i tempi», ha chiarito Maldini.

Dalle giovanili alla Nazionale A: la nuova filosofia

L’obiettivo condiviso da Leonardo e Maldini va però oltre la semplice scelta del commissario tecnico. La nuova figura del Direttore Tecnico coordinerà in modo integrato tre aree chiave: la Nazionale maggiore, il settore giovanile e il settore tecnico.

«Il calcio italiano è rimasto indietro a livello di velocità e uno contro uno», ha analizzato Leonardo. «Dobbiamo creare un’armonia di pensiero e trasmettere metodologie chiare che arrivino a cascata fino ai bambini di 8 anni. Serve energia positiva per far ritrovare entusiasmo a tutto il movimento».

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