(di Rosario Murro) – L’ipotesi di vedere Pep Guardiola alla guida della Nazionale italiana continua ad alimentare .
il dibattito. Secondo alcune indiscrezioni, la FIGC avrebbe incaricato due figure di grande prestigio come Paolo Maldini e Leonardo di sondare la disponibilità dell’ex tecnico del Manchester City a raccogliere la sfida azzurra.
Se questa pista fosse realmente percorribile, sorgerebbe però una domanda inevitabile: quanto costerebbe alla FIGC affidare la panchina della Nazionale a uno degli allenatori più vincenti e richiesti al mondo? Guardiola è infatti abituato a percepire uno degli stipendi più elevati nel panorama calcistico internazionale, una cifra che difficilmente potrebbe conciliarsi con i parametri economici della Federazione.
La scelta di puntare su un tecnico straniero lascia inoltre spazio a un’altra riflessione. Possibile che, in un movimento che ha prodotto allenatori del calibro di Stefano Pioli, Roberto Mancini e Antonio Conte – quest’ultimo ritenuto fuori portata per le elevate richieste economiche – si debba ancora guardare oltre i confini nazionali?
L’Italia vanta una tradizione straordinaria di allenatori, molti dei quali sono stati protagonisti anche in campo da campioni del mondo. Alle loro spalle cresce una nuova generazione di tecnici preparati e innovativi, pronti a raccogliere l’eredità dei grandi maestri del calcio italiano.
Dopo tre mancate qualificazioni ai Campionati del Mondo, è evidente che la Nazionale abbia bisogno di un profondo cambiamento. Un segnale forte è necessario, e il presidente della FIGC, Giovanni Malagò, ne è certamente consapevole. Tuttavia, la domanda resta aperta: per rilanciare il calcio italiano è davvero indispensabile affidarsi a un allenatore straniero oppure sarebbe più logico valorizzare le competenze e il patrimonio tecnico che il nostro Paese continua a esprimere?
La panchina della Nazionale rappresenta molto più di un semplice incarico sportivo: è il simbolo dell’identità calcistica italiana. E forse, proprio per questo, il futuro degli Azzurri dovrebbe essere costruito partendo dalle risorse che il nostro calcio ha già dimostrato di possedere.
