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Fàbregas si gode il momento magico del Como: “Serata felice, ma ora testa all’Inter e piedi ben saldi a terra”

Il Como vola sulle ali dell’entusiasmo, ma al timone c’è un comandante che sa bene come mantenere la barra dritta. Dopo l’ennesima prova di forza in Europa — impreziosita da un quarto posto in classifica e dal primato nella classifica marcatori di Douvikas —, Cesc Fàbregas si gode “una serata felice in cui tutto è andato per il verso giusto”, senza però perdere di vista la realtà.

La squadra gioca con una personalità sfrontata e sicura su qualsiasi campo e contro qualsiasi avversario, ma il tecnico spagnolo richiama tutti alla calma: “La rosa è piena di giovani alla prima esperienza in Champions. Adesso servono piedi a terra e umiltà, bisogna continuare a lavorare per imparare, non per fare i fenomeni”.

Un successo impreziosito anche da giocate d’autore, come la prodezza di Aguilar (“Non gli avevo mai visto fare un gol così, dai tempi in cui giocavamo insieme a Monaco”, sorride Fàbregas) e da una filosofia di gioco ben precisa che esalta la qualità e, in particolare, i calciatori mancini, definiti dal mister come “giocatori speciali che vedono il calcio in maniera diversa”.

Archiviata la festa, il tempo per crogiolarsi sugli allori è però ridotto al minimo. Il calendario non concede pause e l’agenda segna già il prossimo, difficilissimo appuntamento: la supersfida di San Siro contro l’Inter. “Dobbiamo fare l’ultimo sprint domenica e poi riposare, perché ne abbiamo bisogno”, spiega Fàbregas, che guarda anche al futuro con fiducia, confidando nel recupero imminente dei tanti infortunati per affrontare al meglio la seconda parte della stagione.

Il Como dei miracoli continua a stupire, guidato dalla visione e dall’equilibrio di un allenatore che sa esattamente dove vuole arrivare.

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