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Tamberi, una notte da leggenda: oro europeo a Birmingham. Sioli è bronzo, Desalu sul podio nei 200

Gianmarco Tamberi torna a volare.

Il capitano della Nazionale italiana ha conquistato una straordinaria medaglia d’oro nella finale del salto in alto ai Campionati Europei di Birmingham, superando l’asticella a 2,32 metri e firmando uno dei ritorni più emozionanti della sua carriera.

A 34 anni, dopo un periodo caratterizzato da risultati inferiori alle sue abituali prestazioni e da diverse difficoltà, il campione olimpico di Tokyo ha dimostrato ancora una volta di avere una marcia in più quando la posta in palio diventa importante.

La finale è stata tutt’altro che semplice per Tamberi. L’azzurro ha iniziato con un errore a 2,18, ma non si è lasciato condizionare. Da quel momento ha ritrovato sicurezza e precisione, superando 2,23 e 2,27 al primo tentativo. A 2,30 è arrivato un altro salto decisivo, superato alla seconda prova, prima del capolavoro a 2,32, ancora una volta alla seconda occasione.

Una volta conquistato l’oro, Tamberi ha deciso di non proseguire nella gara, scegliendo di godersi fino in fondo una vittoria dal valore particolare.

Alle sue spalle è arrivato l’ucraino Oleh Doroshchuk, medaglia d’argento con 2,30, mentre il bronzo ha avuto un magnifico colore azzurro grazie a Matteo Sioli, capace di salire sul podio a soli 20 anni con 2,27.

Il quarto titolo europeo di Gimbo

Il successo di Birmingham arricchisce ulteriormente un palmarès già straordinario. Per Tamberi si tratta infatti del quarto oro europeo della carriera.

Il primo arrivò nel 2016 ad Amsterdam. Sei anni più tardi fu la volta di Monaco di Baviera, mentre nel 2024 il fuoriclasse marchigiano aveva trionfato davanti al pubblico italiano a Roma.

Con il nuovo successo di Birmingham, Tamberi conferma anche la propria incredibile continuità nei grandi appuntamenti. È uno degli atleti più vincenti della storia del salto in alto italiano e internazionale, capace di conquistare i principali titoli disponibili nel corso della sua carriera, sia all’aperto sia al coperto.

Questa volta, però, il significato della vittoria va ben oltre una semplice statistica.

Dopo una stagione nella quale aveva raggiunto soltanto 2,23 metri, erano in molti a dubitare della sua possibilità di tornare ai livelli che gli avevano permesso di conquistare l’oro olimpico. Tamberi ha risposto nel modo che gli è più congeniale: con un risultato sul campo.

«Sapevo di stare bene, in pochi ci credevano e in tanti mi davano per finito», ha raccontato dopo la gara, spiegando anche quanto fosse speciale la giornata per il primo compleanno della figlia Camilla.

Il campione azzurro ha poi rivolto un messaggio a tutti coloro che attraversano un momento difficile: non arrendersi, continuare a credere nelle proprie possibilità e non lasciarsi condizionare dai giudizi degli altri.

Sioli, una grande promessa sul podio

La medaglia di Matteo Sioli rende ancora più speciale la serata dell’atletica italiana.

Il ventenne azzurro aveva iniziato la finale con grande sicurezza, riuscendo a superare 2,30 senza errori e dimostrando di poter competere alla pari con i migliori specialisti europei.

Proprio a quella quota, però, è arrivato il momento più difficile della serata. Dopo il primo tentativo a 2,30, Sioli è stato costretto a ritirarsi per un infortunio.

Nonostante il rammarico per non aver potuto giocarsi fino in fondo le proprie possibilità, il bronzo rappresenta comunque un risultato di enorme valore e conferma le qualità di un atleta destinato a essere protagonista nei prossimi anni.

Particolarmente toccante la dedica della medaglia al nonno, scomparso pochi giorni prima della partenza per la Gran Bretagna.

Più indietro gli altri due italiani in finale: Christian Falocchi ha chiuso all’ottavo posto con 2,18, mentre Edoardo Stronati non è riuscito a superare la quota di ingresso.

Desalu, una medaglia che aspettava da anni

Il bottino azzurro della serata si è arricchito anche grazie a Fausto Desalu, protagonista di una brillante finale dei 200 metri.

Il velocista italiano ha tagliato il traguardo in 20″26, conquistando la medaglia di bronzo a pari merito con lo svizzero Timothé Mumenthaler.

Per Desalu, campione olimpico nella staffetta 4×100 a Tokyo 2021, si tratta di una soddisfazione particolarmente importante. Dopo anni trascorsi ai massimi livelli con la maglia azzurra e tre partecipazioni olimpiche, è finalmente arrivata una medaglia individuale in una grande rassegna internazionale.

«Non è il metallo più bello, ma per me è come se fosse oro», ha dichiarato l’atleta, definendo il risultato il coronamento della propria lunga carriera.

Il titolo è stato conquistato dal tedesco Owen Ansah in 19″96, davanti al britannico Zharnel Hughes, secondo in 20″16. La classifica potrebbe però essere successivamente modificata in seguito alla vicenda legata ai controlli antidoping.

L’altro azzurro in finale, Filippo Dezza, ha terminato la gara al settimo posto con 20″58.

Warholm imprendibile nei 400 ostacoli

Nella stessa serata non è arrivato il podio per Alessandro Sibilio nella finale dei 400 metri ostacoli.

A dominare la gara è stato ancora una volta il norvegese Karsten Warholm, autentico fuoriclasse della specialità e primatista mondiale. Il campione scandinavo ha tagliato il traguardo in 46″63, confermandosi nettamente superiore alla concorrenza.

Sibilio, argento agli Europei di Roma 2024 proprio alle spalle di Warholm, ha chiuso invece all’ottavo posto con 49″83.

Per l’Italia, però, resta una serata da incorniciare. Tamberi ha ritrovato il suo salto migliore proprio quando contava di più, Sioli ha conquistato un prestigioso podio a soli vent’anni e Desalu ha finalmente raccolto la medaglia individuale che inseguiva da una carriera intera.

Birmingham si tinge così d’azzurro e regala al pubblico italiano una delle immagini più belle: Gimbo Tamberi ancora una volta sul tetto d’Europa, con la bandiera italiana sulle spalle e la certezza di aver smentito, ancora una volta, chi lo aveva dato per finito.

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