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Mondiali 2026, asse Infantino-Trump: tra grandi ambizioni e polemiche

Mondiali di Calcio 202 al via! il rapporto tra il presidente della FIFA Gianni Infantino e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump continua a far discutere. La rassegna iridata, che si svolgerà tra Stati Uniti, Canada e Messico, rappresenta il più grande torneo della storia del calcio con 48 nazionali partecipanti e oltre cento partite in programma.

Negli ultimi mesi Infantino ha più volte elogiato il sostegno delle istituzioni statunitensi all’organizzazione dell’evento, sottolineando l’importanza della collaborazione con la Casa Bianca per garantire sicurezza, logistica e accoglienza ai milioni di tifosi attesi durante la competizione.

Tuttavia, l’avvicinamento al torneo non è stato privo di controversie. Al centro del dibattito ci sono soprattutto le politiche sui visti d’ingresso negli Stati Uniti, che hanno generato difficoltà per alcuni tifosi, giornalisti e addetti ai lavori provenienti da diversi Paesi. Di fronte alle critiche, Infantino ha ribadito che la FIFA non ha il potere di intervenire direttamente nelle decisioni dei governi in materia di immigrazione, pur confermando l’impegno affinché il Mondiale resti un evento aperto e inclusivo.

Anche il presiodente degli Stati Uniti Donald Trump è intervenuto sull’argomento, affermando che gli Stati Uniti sono pronti ad accogliere i partecipanti al torneo, ma mantenendo al tempo stesso un rigoroso controllo sugli ingressi nel Paese per motivi di sicurezza.

Tra elogi reciproci e critiche da parte di osservatori e organizzazioni internazionali, il legame tra Infantino e Trump è destinato a rimanere uno dei temi più discussi di questo Mondiale. Sullo sfondo resta l’obiettivo dichiarato della FIFA: trasformare l’edizione 2026 nella più grande celebrazione del calcio mai organizzata.

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