Nuovo capitolo nello scontro ai vertici del calcio mondiale.
Michel Platini ha presentato una denuncia penale in Francia contro il presidente della FIFA Gianni Infantino e altri funzionari svizzeri ed ex membri della giustizia elvetica, riaccendendo una vicenda giudiziaria che da anni accompagna le istituzioni del calcio internazionale.
Secondo quanto riportato, l’ex fuoriclasse francese sostiene di essere stato vittima di una presunta cospirazione finalizzata a ostacolare la sua ascesa alla presidenza della FIFA. Platini, che fino al 2015 era considerato il principale candidato alla successione di Sepp Blatter, afferma attraverso i suoi legali che sarebbero state messe in atto false accuse e presunte operazioni di influenza indebita per impedirgli di guidare il massimo organismo calcistico mondiale.
La denuncia, depositata a Parigi, coinvolge complessivamente sei figure tra dirigenti del calcio e rappresentanti della magistratura svizzera dell’epoca. Parallelamente, il team legale di Platini ha annunciato anche l’avvio di un’azione civile nei confronti della FIFA per ottenere un risarcimento danni.
La vicenda arriva in un momento delicato, a pochi giorni dall’inizio dei Mondiali in Nord America, competizione che negli ultimi anni ha visto Infantino sempre più centrale anche sul piano politico e istituzionale internazionale.
Il caso affonda le sue radici nel 2015, quando lo scandalo sulla corruzione nel calcio mondiale travolse la FIFA e portò alle dimissioni di Sepp Blatter. In quel contesto, Platini era considerato il successore naturale, prima che emergessero le indagini relative a un pagamento di 2 milioni di franchi svizzeri ricevuto dallo stesso dirigente francese.
Entrambi, Platini e Blatter, sono stati successivamente assolti in due distinti processi in Svizzera, sia in primo grado nel 2022 sia in appello l’anno successivo. Nonostante ciò, le conseguenze della vicenda continuano a produrre strascichi giudiziari e politici.
Tra i nomi citati nella nuova denuncia figurano anche l’allora procuratore generale svizzero Michael Lauber e l’ex direttore legale della FIFA Marco Villiger. Dall’organizzazione mondiale del calcio, al momento, non è arrivata alcuna dichiarazione ufficiale in merito alle accuse.
Un caso che, a distanza di quasi un decennio, continua a scuotere il mondo del calcio e a riaccendere tensioni tra giustizia, potere e governance sportiva ai massimi livelli.

