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Inter, Marotta rilancia le ambizioni europee: «Siamo l’Inter, abbiamo il diritto di sognare»

SOTTOTITOLO — Il presidente nerazzurro dopo il sorteggio della League Phase: «Il fascino della Champions resta immutato. Ci aspettano emozioni come la sfida con Mourinho e il ritorno al Bernabeu». Poi sugli acquisti inglesi: «In rosa portano 27-28 trofei».

La Champions League continua a esercitare un fascino particolare su Giuseppe Marotta. Il presidente dell’Inter, subito dopo il sorteggio della League Phase, ha raccontato l’emozione di un appuntamento ormai diventato quasi una consuetudine, ma che conserva intatto il proprio prestigio.

«Il fascino e l’emozione ci sono sempre», ha spiegato Marotta, ricordando la lunga serie di sorteggi vissuti da protagonista. Per lui si tratta ormai del tredicesimo o quattordicesimo sorteggio consecutivo, mentre per l’Inter sarà la nona partecipazione di fila alla Champions League.

Un dato che conferma la continuità raggiunta dal club nerazzurro sul palcoscenico europeo. E anche questa volta il sorteggio ha regalato incroci dal forte valore emotivo.

Mourinho e il ritorno al Bernabeu

Tra gli appuntamenti più suggestivi c’è quello contro José Mourinho, figura indissolubilmente legata alla storia recente dell’Inter e soprattutto alla straordinaria Champions conquistata nel 2010.

Ma non sarà l’unico ritorno dal grande fascino. Marotta ha sottolineato anche l’emozione di rivedere l’Inter protagonista al Santiago Bernabeu, uno degli stadi simbolo del calcio mondiale.

Sono partite che vanno oltre il semplice risultato e che aggiungono ulteriore prestigio a una League Phase già ricca di sfide importanti.

L’Inter guarda all’Inghilterra

Il nuovo corso nerazzurro presenta anche una curiosa caratteristica: una rosa sempre più internazionale e con una marcata componente britannica dopo gli arrivi di Stones, Spence e Jones.

Marotta non considera però la scelta una questione di nazionalità, bensì il risultato delle valutazioni effettuate dall’area tecnica.

«È frutto di una valutazione dell’area tecnica», ha spiegato il presidente. E c’è un elemento che, più dei passaporti, secondo Marotta può fare la differenza: l’esperienza.

I tre nuovi innesti portano infatti nello spogliatoio un patrimonio importante di vittorie. «Tra tutti e tre sono 27-28 trofei», ha ricordato Marotta, sottolineando come una rosa abituata a vincere possa avere un valore aggiunto soprattutto nelle grandi partite.

L’obiettivo è tornare protagonisti

Dopo l’eliminazione anticipata della scorsa stagione contro il Bodø/Glimt, l’Inter vuole voltare pagina. L’ambizione europea non è mai venuta meno e Marotta non ha intenzione di nasconderla.

«Grandi ambizioni? Sempre, perché nello sport bisogna averle», ha dichiarato. Un’ambizione che, secondo il presidente, non deve essere confusa con l’arroganza.

L’Inter, del resto, negli ultimi anni ha costruito un percorso importante in Europa e vuole continuare a rispettare la propria storia.

«Noi siamo l’Inter e negli ultimi anni abbiamo avuto un percorso molto importante. Dobbiamo rispettare la storia di un club vincente e abbiamo il diritto di sognare», ha sottolineato Marotta.

Il sogno, però, dovrà passare attraverso un format che lascia ancora ampi margini di imprevedibilità. Con otto partite e una classifica unica, ogni punto può diventare determinante e le gerarchie potrebbero cambiare fino all’ultima giornata.

Marotta lo sa bene, ma non rinuncia all’ottimismo: l’Inter vuole tornare protagonista in Champions League e stavolta l’obiettivo è spingersi molto più avanti. Il sogno c’è. Ora toccherà al campo trasformarlo in realtà.

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