Padova, 28 marzo 2026 – La Cassazione ha annullato senza rinvio la condanna a carico dell’attivista animalista Paolo Mocavero, leader del movimento Centopercentoanimalisti, in merito a presunta diffamazione aggravata nei confronti dell’ex campione di calcio Roberto Baggio. La Suprema Corte ha stabilito che “il fatto non costituisce reato”, sancendo l’assoluzione piena dell’imputato.
La vicenda risale a anni di polemiche tra Mocavero e Baggio, legate alla passione dell’ex numero 10 della Nazionale per la caccia e ad altri aspetti della sua vita privata. In passato, le dichiarazioni pubbliche dell’attivista erano state giudicate diffamatorie: in primo grado Mocavero era stato condannato a 9 mesi di reclusione, poi ridotti a 5 mesi in Appello.
Con la pronuncia odierna, la Cassazione ha chiarito che le critiche espresse dall’animalista rientrano nella libertà di espressione, soprattutto in un contesto di dibattito pubblico su temi di animalismo e diritti degli animali. La pagina ufficiale di Centopercentoanimalisti ha definito la decisione una “vittoria storica” per il movimento.
Roberto Baggio, classe 1967, uno dei più grandi calciatori italiani di sempre, aveva avviato più procedimenti legali per tutelare la propria reputazione dai commenti dell’attivista, ma la Cassazione ha segnato un punto definitivo sulla linea sottile tra critica e diffamazione.
La sentenza assume rilevanza anche per il dibattito pubblico in Italia, dove il confronto su tematiche legate agli animali è sempre più acceso. La vicenda tra Baggio e Mocavero si conclude così con un precedente importante per l’animalismo e la libertà di opinione.

