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Mondiali 2026, Spagna e Argentina si giocano il titolo: il cammino delle due finaliste

Dopo un torneo ricco di sorprese e colpi di scena, il Mondiale 2026 è arrivato al suo ultimo atto.

Domenica alle 21, nello stadio di New York, Spagna e Argentina si contenderanno la Coppa del Mondo FIFA, al termine di un percorso che ha visto sfidarsi 48 nazionali nella fase finale e oltre 200 squadre nelle qualificazioni.

Le due finaliste hanno saputo imporsi in un tabellone che ha eliminato progressivamente molte delle grandi favorite della vigilia. Tra queste figuravano Brasile, Germania, Francia, Inghilterra, Portogallo, Belgio, Paesi Bassi e Norvegia, tutte uscite prima dell’appuntamento decisivo.

Le prime sorprese sono arrivate già ai sedicesimi di finale, con l’eliminazione dei Paesi Bassi per mano del Paraguay e della Germania, battuta ai calci di rigore dal Marocco.

Agli ottavi è toccato invece a due autentiche corazzate. Il Portogallo di Cristiano Ronaldo ha dovuto arrendersi alla Spagna, che ha trovato il gol decisivo in pieno recupero grazie a Merino. Clamorosa anche l’uscita del Brasile guidato da Carlo Ancelotti, sconfitto dalla Norvegia trascinata dalla doppietta di Erling Haaland.

Nei quarti di finale la Spagna ha confermato il proprio stato di forma superando il Belgio per 2-1, mentre l’Inghilterra ha rimontato e battuto la Norvegia con lo stesso risultato, spegnendo il sogno dei nordici.

Le semifinali hanno infine delineato la sfida per il titolo. La Spagna ha avuto la meglio sulla Francia con un convincente 2-0, dimostrando solidità e qualità in entrambe le fasi di gioco. Più sofferta la qualificazione dell’Argentina, che ha ribaltato l’Inghilterra imponendosi 2-1 grazie all’ennesima rimonta della squadra di Lionel Scaloni.

Ora resta un solo ostacolo. Da una parte la Spagna di Luis de la Fuente, protagonista di un torneo brillante e ricco di certezze; dall’altra l’Argentina campione del mondo in carica, ancora guidata dal talento di Lionel Messi e dalla capacità di reagire nei momenti più difficili.

Novanta minuti, o forse di più, decreteranno la nazionale che salirà sul tetto del mondo al termine di un Mondiale che, dall’allargamento a 48 squadre fino alla finale di New York, ha regalato emozioni e risultati inattesi.

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