(Alberto Sigona) – Riviviamo in estrema sintesi le prove iridate in linea che han fatto la storia del Ciclismo.
1927
La prima edizione del Mondiale, disputata in Germania, fu dominata dagli italiani, che monopolizzarono il podio. Il successo arrise al grande Alfredo Binda (25 anni), che precedette al termine di una fuga solitaria di oltre 30 km il connazionale Costante Girardengo (34 anni) di 7’16”. Terza piazza per D. Piemontesi.
1928
In questa edizione in terra ungherese si realizzò probabilmente la più grande impresa iridata di ogni era. A ben 147 km dall’arrivo il belga Georges Ronsse scappa via in compagnia del compatriota Jules Van Hevel. Questi a 70 km dall’arrivo è però costretto a ritirarsi a causa dei postumi di una caduta, così Ronsse s’involerà indisturbato verso l’agognato trionfo, giungendo al traguardo con ben 19’43” di margine sull’esterrefatta concorrenza, a cui non rimane che tirare giù il cappello.
1933
L’edizione del 1933 disputatasi a Montlhéry vide la prima vittoria di un francese, Georges Speicher, promosso titolare il giorno prima della gara per un infortunio di un compagno di Nazionale. Speicher trionfò “in casa” al termine di una lunghissima fuga solitaria iniziata ad oltre 100 km dal traguardo, lasciando il validissimo connazionale A. Magne e l’olandese M. Valentijn ad oltre 5 minuti.
1936
Il francese Antonin Magne conquista alla grande – al termine di una fuga solitaria di circa 30 km – il Titolo Mondiale di Berna, rifilando distacchi colossali a tutti i competitors, ad iniziare dall’italiano Aldo Bini, che concluderà la prova ad oltre 9′ dal vincitore.
1953
Fra i ciclisti autori di trionfi epocali non poteva ovviamente mancare il leggendario Fausto Coppi. Questi, quando stavano per scorrere i titoli di coda di una sontuosa carriera, a 34 anni riesce a centrare a Lugano l’ultima perla che ancora mancava nel suo corposo palmares, e lo fa alla sua maniera, cioè sbalordendo tutti. A 85 km dall’arrivo va via in compagnia del belga Germain Derycke, che sembra l’unico capace di resistergli. Alla lunga il ritmo che Coppi impone alla corsa si rivela però insostenibile per chiunque e così a 30 km dalla “bandiera a scacchi” il Campionissimo rimane da solo, avviandosi verso l’agognata vittoria. Vincerà con 6’22” sul suo ex compagno di fuga ed oltre 7′ sull’altro belga Stan Ockers, concretizzando la sua ultima grande impresa.
1955
A Frascati, in una giornata in cui il caldo asfissiante miete vittime illustri ad iosa, va in scena la più grande rimonta di sempre. A metterla in atto è il 35enne belga Stan Ockers. Sino a circa 40 km dall’arrivo questi naviga nelle retrovie, accusando circa 5 minuti di gap dai battistrada. Quindi il corridore di Anversa, quando tutti lo davano per spacciato, dà il “la” ad una rincorsa pazzesca che lo porterà da lì a poco a raggiungere i fuggitivi per poi staccarli irrimediabilmente, aggiudicandosi il Titolo Mondiale più folle di tutti i tempi con 1’03” sul lussemburghese Jean-Pierre Schmitz. Un anno dopo, a causa di una caduta, Ockers morirà tragicamente durante una gara su pista.
1958
Il Campione Olimpico di Melbourne ’56, Ercole Baldini, a Reims (Francia) è decisamente tra i favoriti, e il corridore forlivese non smentisce le previsioni, realizzando un’impresa… erculea (rendendo onore al suo nome di Battesimo). Egli quando ancora mancano 250 km dei 276 previsti si lancia in un attacco apparentemente suicida (in compagnia di pochissimi corridori, fra cui Bobet e Nencini), destinato più che altro a ravvivare la corsa. Almeno così sembra… Ma col passare dei km l’utopia inizia a materializzarsi. A 50 km rimane in perfetta solitudine, e dopo 7 ore di fuga vincerà con 2’09” sul francese L. Bobet. Per il Ciclismo italiano è l’apoteosi.
1965
L’inglese Tom Simpson ed il tedesco Rudi Altig scappano subito via dal gruppone quando ancora mancano 267 km al traguardo dei… 267 previsti. Al termine di una lunghissima ed estenuante cavalcata da fantascienza il britannico la spunterà in volata sul compagno di fuga. Due anni dopo il campione di Haswell rimarrà vittima di un arresto cardiaco durante una tappa del Tour de France…
1968
Ad Imola si scrive un’altra pagina indelebile di storia del Ciclismo, che per un giorno pare ritornare ad epoche remote. Vittorio Adorni a 90 km dal traguardo si dilegua in solitario, tentando la sortita della vita. Fra l’incredulità generale vincerà con ben 9’50” sul belga Herman Van Springel, per quello che rimane tuttora il maggior distacco inflitto nel Dopoguerra al 2° classificato nonché l’ultima grande impresa del Ciclismo iridato.
2022
A 35 km dall’arrivo il giovanissimo belga Remco Evenepoel tenta di scappare via, e gli resiste soltanto il kazako Alexey Lutsenko. Ma 9 km dopo quest’ultimo faticherà a reggere l’andatura del fuoriclasse di Schepdaal, arrendendosi all’incedere irresistibile del baby prodigio, che così rimane da solo ad involarsi verso la vittoria. Che arriverà puntuale, con 2’21” sul francese C. Laporte e compagni.
2024
Ai -100 km dall’arrivo Tadej Pogacar, tra l’incredulità generale, inizia in compagnia di pochi uomini la sua lunghissima fuga, per quella che ai più pare un imperdonabile azzardo. Poi a 50 km dal traguardo lo sloveno scappa via in solitario per non essere più ripreso. Gli avversari tentano di riacciuffarlo ma i loro sforzi risulteranno vani. Alla fine vincerà con 34” sull’australiano Ben O’Connor e 58” sull’olandese Mathieu Van der Poel (e compagnia), realizzando la classica impresa d’altri tempi. Anche i più scettici si devono ricredere… Con questo successo diventa insieme a Merckx e Roche uno dei pochissimi a conquistare Giro, Tour e maglia iridata nello stesso anno.
2025
Per la prima volta i Mondiali si disputano in Africa (precisamente in Ruanda), su di un tracciato durissimo che include salite ripetute, pendenze e tratti con pavé che selezionano continuamente il gruppo. A Kigali si registra il secondo assolo consecutivo di Pogacar. Il fuoriclasse sloveno replica l’impresa dell’anno precedente, andando in fuga quando mancano oltre 100 km alla conclusione. A 66 km dal traguardo Pogacar rimane da solo, rimanendovi sino all’arrivo. Vincerà con 1’28” su Evenepoel.
2026
L’americano Brandon McNulty (nel suo club è gregario di Pogacar, assente per infortunio) va via a 32 km dall’arrivo. Alle sue spalle si forma un gruppetto disomogeneo e molto disorganizzato che non riuscirà a riportarsi sul battistrada, che così andrà a vincere quasi indisturbato con 13” sull’australiano Michael Matthews e sull’ex Campione del Mondo olandese Mathieu van der Poel.

