(di Rosario Murro).- Sono trascorsi 19 anni dalla tragica morte di Marco Pantani. Così come oggi 14 febbraio 2004 si feteggiava San Valentino. Marco aveva 34 anni.
Tutto il Mondo dello Sport e del Ciclismo fu divorato dalla tremenda notizia, la scomparsa di un campione per tanti aspetti ineguagliabile, considerato il più grande scalatore , un veero Atleta , capace di far infiammare , emozionare e battere il cuore con le sue ineguagliabili imprese suoi pedali.
Quella data ancora è nella mente di tutti , quella stanza d’albergo dove fu trovato esamine , le indagini i dibittamenti , i processi , gli avvocati , sta tutto per dire che quella tgragedia poteva essere evitata , se dopo la squalifica al Giro d’Italia – già vinto – per alterazione dell’ematocrito , lo stesso Pantani fosse stato ascoltato e invece arrivò un giudizo affrettato senza dare modo al Campione di parlare.
Secondo poi le innumerevoli risultanze Pantani venne preso di mira da personaggi legati alla Camorra , che riuscirono a scambiare le provette dei prelievi antidoping, alterando i valori dell’ematocrito. Pantani fu sospeso ma, il campione si sottopose ad analisi in un laboratorio riconosciuto dalla federazione ciclistica il responso fu ben diverso da quelle decisioni che portarono alla sospensione dal Giro d’Italia.
Negli anni seguenti qualche mafioso dal carcere parlò, che Marco Pantani fu raggirato e colpito da una organizzazione malavitosa.

