( di Stefano Giovagnoli ) -Troppa differenza tra i due organici per sperare di avere equilibrio in campo. Il crolo Rossoverde è avvenuto però sololamente negli ultini dodici minuti . (Foto: il tecnico della Ternana Cristiano Lucarelli)
Una punizione oltre il limite per la Ternana, forse anche troppo severa, che ha perso al Liberati” 4 a 1 con il Lecce “prestando il fianco” alla squadra salentina ad inizio partita e nel finale.
Ha fatto anche soffrire la quotata formazione avversaria cercando di stare nel match fino in fondo o quasi, ma la competitività si è fermata poi ad un certo punto e, quando le “maglie si sono allargate”, giocatori di razza, come quelli della compagine di Baroni, hanno preso il sopravvento e fatto la logica e giusta differenza tra due organici di un peso specifico molto diverso.
“Risultato troppo severo per ciò che si è visto, ma il Lecce dispone di calciatori che, quando arrivano negli ultimi venti metri difficilmente sbagliano”. Anche Cristiano Lucarelli, evidentemente, non può che elogiare la squadra ospite cinque tiri e quattro goal.
Il Lecce aveva comunque iniziato con il “piede giusto” andando subito in vantaggio al 5’ con un’azione preparata da Di Mariano, largo a destra, il cui passaggio rasoterra ha tagliato l’intera area rossoverde fino a raggiungere Coda come al solito calciatore “rapace” negli ultimi metri avversari.
La reazione alla rete subita è stata rabbiosa da parte della Ternana con la pericolosa conclusione di Proietti e con una mentalità di gioco che lasciava ben sperare per il proseguo dell’incontro.
“Noi meglio sul piano del gioco – dice Lucarelli – ma non è una vergogna ammettere la forza dell’avversario ben più dei nostri errori. Sarebbe servito giocare in modo perfetto, ma non ci siamo riusciti per meriti altrui ed anche per qualche nostra responsabilità. Baroni è stato più bravo di me”.
Il fatto è che nelle “ripartenze” il Lecce è micidiale, tanto che si vede in campo la squadra di alto “rango” quando nella fattispecie Gargiulo è andato pericolosamente alla conclusione in area.
Il colpo di testa di Pettinari è una “rondine che non fa primavera” come la maggior parte delle giocate offensive della Ternana dove è impreciso l’ultimo passaggio mentre, dall’altra parte del campo, Sfretezza al 20’ ha dato un indirizzo chiaro alla gara in favore dei salentini con una “rasoiata” angolata di rara bellezza unendo cinismo ed apprezzabile gesto tecnico personale.
La squadra di Lucarelli ha riprovato a reagire senza farsi abbattere dall’uno-due avversario e da un mancato intervento dell’arbitro, ai danni di Partipilo, che avrebbe potuto invalidare il secondo goal e comunque, nonostante tutto, ha mostrato in campo i segni di una certa pericolosità.
Un tiro di Pettinari non ha trovato il pertugio giusto e la palla è “scivolata” fuori dello specchio.
Al 44’ la Ternana ha accorciato le distanze con il calcio d’angolo di Palumbo e lo stacco aereo di Bodgan sull’uscita sbagliata di Bleve, che si è subito riscattato sull’inzuccata di Partipilo.
In altre parole si potrebbe dire che il Lecce è apparsa una squadra già da categoria superiore ed il secondo posto in classifica è anche lo “specchio” fedele della sua forza nel gruppo e nei singoli.
Giocatori che sono abituati a fare la differenza, mentre la Ternana si “arrabatta” come può mettendo il “cuore” a coprire tutti i limiti tecnici in attacco come in difesa con tutte le sue debolezze.
Il secondo tempo è stato, comunque, di grande generosità della squadra rossoverde per giunta combattiva in una fase dal gioco molto ruvido in campo con le ammonizioni a Sorensen e Gendrey.
La Ternana ha messo in campo lo “spirito di vendere cara la pelle” senza timore reverenziale come era successo nella gara di andata “gettando il cuore oltre l’ostacolo” nonostante tutti i suoi limiti.
Partipilo ci ha provato con il “tiro a giro” chiamando Bleve ad una super parata come era accaduto nel primo tempo quando aveva tolto una “ragantela” su un possibile 2 a 2 del numero 21.
Al 70’ però la partita è cambiata nuovamente e la formazione giallorossa ha preso il sopravvento.
La conclusione di Helgason, assistito da Sfretezza, è terminata di poco sul fondo, ma lo scampato pericolo è stato anche il preludio all’epilogo della partita.
Il portiere della Ternana Krapikas, sostituto di Iannarilli, non si è fatto sorprendere sul destro di Di Mariano, ma a 12’ dal termine il passaggio orizzontale di Sfretezza è stato questa volta un assist al “bacio” per Di Mariano, lasciato libero di calciare dalla marcatura “larga” di Ghiringhelli, la cui gran conclusione di forza ha battuto sotto la traversa prima di finire in rete.
Proietti è stato impreciso con un destro in area di rigore più di potenza, che di precisione.
L’errore di Boben ha poi consegnato a Ragusa la palla del 4 a 1 e l’ex rossoverde non si è fatto “pregare” per aumentare il “bottino” già comunque consistente e determinante per il Lecce.
TERNANA (4-3-1-2): Krapikas, Ghiringhelli, Bodgan, Sorensen (75’ Boben), Celli (68’ Martella), Koutsopias (75’ Furlan), Proietti, Palumbo, Partipilo (79’ Peralta), Pettinari, Donnarumma (68’ Mazzocchi). All. C. Lucarelli
LECCE (4-3-3): Bleve, Gendrey (65’ Calabresi), Lucioni, Dermaku, Gallo, Blin (65’ Helgason), Hjulmand, Gargiulo (65’ Bjorkengren), Sfretezza (82’ Ragusa), Coda, Di Mariano (86’ Faragò). All. M. Baroni
ARBITRO: Matteo Marcenaro di Genova
ASSISTENTI: Matteo Scatragli di Empoli; Nicolò Cipriani di Empoli
IV ASSISTENTE: Salvatore Longo di Paola
VAR: Giacomo Camplone di Pescara; AVAR: Filippo Bercigli di Valdarno
RETI: 5’ Coda (Lecce); 20’ Sfretezza (Lecce); 44’ Bodgan (Ternana); 78’ Di Mariano (Lecce); 86’ Ragusa (Lecce)
AMMONITI: Celli (Ternana), Lucioni (Lecce), Sfretezza (Lecce), Sorensen (Ternana), Gendrey (Lecce)
ANGOLI: 6 a 4 per la Ternana
RECUPERO: 0’ pt.; 5’ st. SPETTATORI: 3.827 (di cui 420 ospiti). Incasso 45.040

