Maurizio Sarri guarda al futuro con fiducia, ma senza nascondere le difficoltà del momento. Dopo il successo per 1-0 sull’Athletic Bilbao che ha consegnato all’Atalanta il Trofeo Bortolotti, il tecnico nerazzurro ha sottolineato i progressi della squadra, evidenziando però quanto ci sia ancora da lavorare prima dell’inizio ufficiale della stagione.
«La partita è stata molto ordinata, su discreti livelli, ed è già tanto visto il momento della preparazione», ha spiegato Sarri. Il tecnico sa però che il margine di crescita è ancora ampio: «C’è da progredire parecchio, abbiamo sei-sette giorni per migliorare in vista di una partita importante».
Una squadra da rendere più fluida
Tra gli aspetti sui quali intervenire c’è soprattutto la costruzione del gioco.
Sarri chiede ai suoi maggiore velocità nella gestione del pallone e una manovra meno prevedibile. «Dobbiamo velocizzare molto le uscite ed essere più fluidi», ha spiegato.
Un compito che riguarda in particolare i difensori, chiamati a prendere maggiormente l’iniziativa nella prima costruzione: «Devono imparare a non muovere la palla da fermi, ma a sfidare gli attaccanti per farli uscire».
L’obiettivo è creare maggiori spazi e consentire alla squadra di sviluppare il gioco in avanti con più rapidità.
Raspadori deve dare di più
Tra i giocatori sui quali Sarri punta particolarmente c’è Giacomo Raspadori. Il tecnico ha grande considerazione dell’attaccante, ma si aspetta da lui una crescita immediata.
«Da Raspadori, che stimo, mi aspetto molto di più», ha dichiarato senza mezzi termini.
Diverso il discorso per Gaetano, che non viene considerato responsabile delle difficoltà incontrate nel coinvolgerlo maggiormente nella manovra.
Secondo Sarri, il problema è stato soprattutto tattico: «La palla girava troppo in orizzontale e non riuscivamo a innescarlo anche perché veniva più filtrato e marcato».
«La transizione sarà lunga e difficile»
Il tecnico nerazzurro è consapevole che trasformare l’Atalanta secondo le proprie idee non sarà un processo immediato.
«La transizione sarà lunga e difficile», ha ammesso, anticipando anche la possibilità di attraversare momenti complicati durante la stagione.
Il messaggio rivolto alla squadra è chiaro: serviranno pazienza, lavoro e capacità di reagire alle difficoltà. «Ci saranno momenti di grande difficoltà in cui dovremo abbassare la testa e lavorare».
Una filosofia che Sarri considera indispensabile per costruire una squadra realmente competitiva.
Il mercato non è una priorità per Sarri
Non poteva mancare una domanda sul mercato. Il tecnico, però, ha ribadito di non voler disperdere energie sulle trattative.
Con la sua consueta ironia, Sarri ha definito il mercato «una delle cose più pallose del calcio», sottolineando come parlare continuamente di acquisti e cessioni rischi di mettere in secondo piano il lavoro quotidiano.
«Sentir parlare solo di quello è un insulto al lavoro e alla mia professione», ha sottolineato.
Il calendario internazionale ha inoltre rallentato le operazioni, secondo l’allenatore: «I Mondiali hanno ostacolato le trattative, resta aperto due mesi e si decide tutto nell’ultima settimana».
Giuntoli pensa ai rinforzi, Sarri al campo
Il direttore sportivo Cristiano Giuntoli aveva indicato la possibilità di intervenire sul mercato per un esterno offensivo e un centrocampista.
Sarri non entra però nel merito delle operazioni e si affida completamente alla società: «Giuntoli è uno dei direttori sportivi più scaltri e importanti del panorama europeo, se si prospettano occasioni ci sarà».
Il tecnico preferisce concentrarsi esclusivamente sul terreno di gioco: «Io sono un uomo di campo, non disperdo le mie energie sul mercato che per me è incontrollabile».
Promosso Kristensen
Una valutazione positiva arriva infine per Kristensen, il nuovo giocatore nerazzurro.
Sarri vede nel difensore le caratteristiche necessarie per adattarsi anche alla linea a quattro, uno degli aspetti fondamentali del nuovo progetto tattico.
«È un buon giocatore, ha le basi per diventare forte anche nella difesa a quattro: serve tempo», ha spiegato.
Il tempo è la parola chiave
Dalle parole di Sarri emerge dunque una convinzione precisa: l’Atalanta è sulla strada giusta, ma il percorso è appena iniziato.
Il successo sull’Athletic Bilbao ha regalato il primo trofeo del nuovo corso e qualche indicazione positiva, ma il tecnico non vuole facili entusiasmi.
Adesso bisogna accelerare il processo di crescita. Pochi giorni separano l’Atalanta dal debutto ufficiale e Sarri sa che la squadra dovrà già mostrare progressi importanti, soprattutto nella fluidità della manovra e nella velocità delle uscite.
Il risultato conta, ma per il tecnico nerazzurro il vero obiettivo resta uno solo: costruire, con pazienza e lavoro, l’Atalanta che ha in mente.


