La rivoluzione avviata dalla FIGC prende forma con un’altra figura di grande prestigio. Dopo la nomina di Paolo Maldini a direttore tecnico, il presidente Giovanni Malagò ha scelto Leonardo come advisor della Nazionale, affidandogli un ruolo strategico all’interno del nuovo corso federale. Una decisione che punta su uno dei dirigenti più apprezzati del panorama calcistico internazionale, capace di costruire la propria carriera con successo sia sul campo che dietro una scrivania.
Per Leonardo, il calcio è sempre stato molto più di una professione. Fin dagli esordi in Brasile ha dimostrato una visione del gioco fuori dal comune, distinguendosi per intelligenza tattica, qualità tecniche e grande versatilità. Cresciuto nel Flamengo, ha proseguito il proprio percorso tra San Paolo, Valencia, Kashima Antlers, Paris Saint-Germain e Milan, lasciando il segno in ogni tappa della sua carriera.
Con la maglia rossonera ha conquistato lo scudetto del 1999, diventando uno dei giocatori simbolo di quella squadra grazie alla sua eleganza e alla capacità di incidere nelle gare più importanti. Parallelamente ha scritto pagine importanti anche con il Brasile, vincendo il Mondiale del 1994 e la Coppa America del 1997 e collezionando sessanta presenze con la Seleção.
Terminata l’attività agonistica, Leonardo ha intrapreso una brillante carriera da dirigente. Al Milan ha contribuito alla scoperta e all’arrivo di alcuni dei migliori talenti brasiliani della loro generazione, mentre al Paris Saint-Germain è stato uno degli artefici della crescita del club francese fino a trasformarlo in una delle società più potenti del calcio europeo.
Nel corso delle sue esperienze dirigenziali ha partecipato a operazioni di mercato che hanno cambiato il volto delle squadre in cui ha lavorato, portando a Parigi giocatori del calibro di Zlatan Ibrahimović, Thiago Silva, Marco Verratti, Edinson Cavani e, successivamente, Lionel Messi. Un percorso che lo ha consacrato come uno dei manager più autorevoli del panorama internazionale.
Il legame professionale con Paolo Maldini, già consolidato durante le esperienze comuni al Milan, si rinnova ora in azzurro. I due saranno chiamati a collaborare per definire le strategie tecniche della Federazione, seguendo lo sviluppo delle Nazionali e contribuendo alla costruzione di un progetto di lungo periodo.
Per Leonardo si apre così una sfida completamente nuova. L’obiettivo non sarà quello di operare sul mercato, ma di mettere a disposizione della FIGC il proprio patrimonio di competenze, relazioni e conoscenze internazionali. La Federazione punta sulla sua esperienza e sulla sintonia con Maldini per gettare le basi di un ciclo ambizioso, con lo sguardo rivolto ai prossimi Europei e al Mondiale del 2030.

