Milano, 2 aprile 2026 – In un periodo turbolento per il calcio italiano, con la recente eliminazione della Nazionale dalla qualificazione per i Mondiali 2026, la Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) si prepara a vivere una fase di transizione. Il presidente Gabriele Gravina ha annunciato le sue dimissioni, creando spazio per una nuova leadership in un momento delicato per il movimento calcistico nazionale. E mentre il futuro della Nazionale resta incerto, i riflettori si accendono su una possibile figura di rilievo: Gianni Rivera.
La Leggenda del Calcio Italiano
Gianni Rivera non ha bisogno di presentazioni. Vincitore del Pallone d’Oro nel 1969, simbolo del Milan degli anni d’oro e pilastro della Nazionale italiana, Rivera è una delle personalità più iconiche nella storia del calcio mondiale. Con la maglia azzurra, ha vissuto momenti leggendari, contribuendo a scrivere pagine indelebili della storia sportiva italiana. La sua carriera da calciatore è stata seguita da un impegno nel settore dirigenziale e in politica, dove ha ricoperto ruoli di grande responsabilità.
Nel corso degli anni, Rivera ha più volte espresso opinioni sullo stato del calcio italiano, non solo come ex calciatore, ma anche come dirigente e uomo di sport. La sua esperienza lo ha portato a ricoprire il ruolo di presidente del Settore Tecnico della FIGC, dove ha avuto modo di osservare da vicino le dinamiche della federazione. Le sue riflessioni sulla crisi del calcio italiano sono state incisive e articolate, ma mai scontate.
Un Candidato da Leggenda?
Negli ultimi giorni, il nome di Gianni Rivera è stato accostato a quello della presidenza della FIGC, soprattutto dopo le dimissioni di Gabriele Gravina, il cui mandato era stato segnato dalla delusione per la mancata qualificazione della Nazionale al Mondiale. La possibilità di vederlo alla guida della federazione italiana ha suscitato un grande interesse. Tuttavia, non sono ancora emerse conferme ufficiali della sua candidatura, e le voci si mescolano a un clima di incertezze politiche.
Il contesto della FIGC, infatti, è tutt’altro che sereno. Dopo il fallimento dell’Italia nella qualificazione ai Mondiali 2026, la federazione è in cerca di un nuovo leader in grado di riportare la Nazionale sui binari giusti. In questo scenario, Gianni Rivera rappresenterebbe una figura di grande prestigio, capace di unire il passato e il futuro del calcio italiano. Tuttavia, alcuni osservatori sono scettici sul fatto che Rivera possa accettare la sfida di una presidenza così complessa.
Le Sfide della Presidenza FIGC
Assumere la presidenza della FIGC non è una missione facile, soprattutto dopo gli insuccessi recenti e la crescente frustrazione degli appassionati di calcio italiani. La FIGC è chiamata a rinnovare profondamente le proprie strutture, a rivedere la gestione dei settori giovanili, e a risolvere i problemi legati alla formazione degli allenatori e alla valorizzazione dei giovani talenti.
Rivera, pur avendo grande esperienza, si troverebbe ad affrontare un compito arduo. Il calcio italiano è in cerca di una visione forte e chiara, in grado di superare le difficoltà economiche, logistiche e psicologiche che da anni rallentano la crescita del movimento. La crisi della Nazionale è solo la punta dell’iceberg di un sistema che necessita di riforme strutturali.
In passato, Rivera ha parlato della necessità di un cambiamento radicale, di un ritorno ai valori fondanti dello sport e di un maggiore impegno nelle categorie giovanili. Queste dichiarazioni hanno alimentato la speculazione secondo cui potrebbe essere la persona giusta per affrontare una sfida così grande. La sua capacità di dialogare con le istituzioni e con i grandi club italiani potrebbe risultare determinante in un momento così delicato.
La Rivalità con Altri Candidati
Nonostante il prestigio di Rivera, la corsa per la presidenza della FIGC è destinata a essere molto competitiva. Tra i candidati più accreditati figura Giovanni Malagò, presidente del CONI, che rappresenta una figura istituzionale di grande esperienza e autorevolezza. Altri nomi in discussione sono quelli di Giancarlo Abete, ex presidente della FIGC.
Anche Alessandro Del Piero, uno degli ultimi grandi simboli del calcio italiano, è stato accostato alla presidenza FIGC, benché il suo profilo sembri più adatto a un ruolo dirigenziale che a una guida politica della federazione. Tuttavia, la candidatura di Rivera resterebbe la più affascinante per la tradizione e l’esperienza che rappresenta.
La Voce di Rivera
Gianni Rivera ha dichiarato di essere disponibile a mettersi al servizio del calcio italiano, ma ha anche sottolineato che la sua decisione dipenderà dalla volontà di lavorare insieme alle istituzioni e alle forze politiche. Il suo obiettivo sarebbe quello di riportare l’Italia ai vertici del calcio mondiale, con un progetto a lungo termine che privilegi il settore giovanile e lo sviluppo dei talenti.
Tuttavia, Rivera è anche consapevole delle difficoltà che comporta il ruolo di presidente FIGC. A chi gli ha chiesto se fosse pronto a rispondere alla chiamata, ha risposto con un sorriso: “Se sarà necessario, non mi tirerò indietro. Ma non è solo questione di essere pronti, è questione di avere un progetto chiaro e un gruppo unito”.


