Dal 13 al 18 settembre Francoforte ospiterà le gare della IIª edizione del Transplant Football World Cup: 15 nazionali in campo in un torneo 7 contro 7
Milano, 12 settembre 2026 – La Nazionale Italiana Trapiantati è pronta a scendere in campo a Francoforte per la seconda edizione della Transplant Football World Cup, in programma dal 13 al 18 settembre. Dopo il quinto posto conquistato a Cervia nel 2024, alla prima edizione del Mondiale, gli Azzurri partono con un obiettivo chiaro: migliorare quel risultato e provare a salire sul podio.
La manifestazione riunirà 15 nazionali e assegnerà ogni posizione finale attraverso cinque giornate di gara. In totale si disputeranno 53 partite: 45 nel tabellone principale, sei incontri femminili e due gare di esibizione riservate ai medici. Il torneo mette al centro fair play e rispetto, inclusione di tutti i generi, sicurezza delle persone trapiantate, consapevolezza medica e solidarietà: una competizione vera, vissuta però in un clima di sostegno reciproco.
Gli Azzurri
La delegazione italiana conta 15 componenti: 12 giocatori e tre figure tecniche e organizzative.
Tra i giocatori, otto hanno ricevuto un trapianto di rene e quattro un trapianto di midollo.
Il più giovane è Samuele Galimberti, nato il 21 febbraio 2008; Carmelo Brugaletta, classe 1978, è l’atleta più anziano indicato nel roster, mentre Stefano Giachino, nato nel 1975, ricopre il doppio ruolo di giocatore-allenatore.
ANED APS, l’Associazione Nazionale Emodializzati, Dialisi e Trapianto sostiene il progetto sportivo e accompagna la squadra nel percorso internazionale.
A guidare il gruppo sarà ancora una volta il team manager Nicola Scalamogna. Con lui a Francoforte ci saranno Saverio Giallella, allenatore, e Margherita Mazzantini, Consigliera nazionale ANED con delega allo Sport.
Alla formazione della squadra hanno collaborato anche La Mitica – Nazionale Ragazzi Guariti dalla Leucemia, oltre alla Nazionale Italiana Calcio Trapiantati.
“Manifestazioni come questa – sottolinea il presidente di ANED, Giuseppe Vanacore – danno alle persone dializzate e trapiantate un obiettivo concreto e una speranza: mostrano che il trapianto non è soltanto una cura, ma la possibilità di tornare alla vita, allo sport, alle relazioni e ai propri progetti. Proprio oggi, mentre crescono in modo preoccupante le opposizioni alla donazione, dobbiamo aiutare tutti a comprendere quanto un piccolo gesto possa fare la differenza. Esprimere il proprio sì può salvare una vita. Per questo promuovere la cultura del dono resta una responsabilità essenziale per ANED e per l’intera comunità”.
Come funziona il Mondiale
Le 15 squadre sono suddivise in tre gironi da cinque.
Ogni nazionale gioca quattro partite nella fase iniziale.
Le prime due classificate di ciascun gruppo e le due migliori terze accedono ai quarti di finale; le altre squadre proseguono nei tabelloni di piazzamento.
Le partite si disputano 7 contro7, in due tempi da 20 minuti, senza fuorigioco e con sostituzioni illimitate. In caso di parità nelle gare a eliminazione diretta si passa subito ai rigori: tre tiri per squadra e poi oltranza.
L’Italia è inserita nel Gruppo A con Germania, Australia, Galles e Irlanda del Nord.
Il debutto degli azzurri è previsto per lunedì 14 settembre alle 12:50 contro i padroni di casa, poi affronterà l’Australia martedì 15 alle 9:00 e il Galles alle 13:50; l’ultima gara del girone sarà mercoledì 16 alle 10:00 contro l’Irlanda del Nord.
La finale è in programma venerdì 18 settembre alle 13:45. La Parata delle Nazioni aprirà ufficialmente la manifestazione domenica 13 settembre alle 17:30 al Römerberg di Francoforte.
Tutte le partite saranno trasmesse in diretta streaming sul canale YouTube della World Transplant Games Federation.
Donazione, i segnali che preoccupano
I numeri più recenti impongono di distinguere tra l’attività di trapianto e la disponibilità dei cittadini a donare.
Il rapporto definitivo 2025 del Centro Nazionale Trapianti registra 2.164 donatori utilizzati, contro 2.096 nel 2024, e 4.697 trapianti, contro 4.642: l’attività è dunque cresciuta. Allo stesso tempo, però, aumentano le opposizioni, mettendo a rischio la possibilità di ampliare ulteriormente le cure.
Secondo i dati del Centro Nazionale Trapianti, tra chi ha espresso una scelta al rinnovo della carta d’identità la quota dei no è passata dal 31% del 2021 al 40% nel 2025 e al 41% nella media dei primi sei mesi del 2026, raggiungendo il 43,2% nel solo mese di giugno. Il 38% dei circa sei milioni di cittadini che nello stesso periodo hanno richiesto il documento non ha espresso alcuna volontà. Le opposizioni registrate in Comune o manifestate dai familiari comporterebbero ogni anno circa 2.400 trapianti non effettuati.
Il quadro è particolarmente serio perché oltre ottomila persone sono ancora in attesa di un organo.

