L’Italia del tennis continua a viaggiare su livelli mai raggiunti prima. Dopo la vittoria di Jannik Sinner su Shintaro Mochizuki, Wimbledon 2026 può diventare il settimo Slam consecutivo con almeno due italiani presenti nei quarti di finale del singolare maschile, a patto che anche Flavio Cobolli riesca a superare Alex De Minaur – (inizio match alle ore 14:00).
Un traguardo che certifica la crescita costante del movimento azzurro e che si inserisce in una tendenza ormai consolidata negli ultimi anni. Il tennis italiano, infatti, non è più un’eccezione sporadica ai vertici dei Major, ma una presenza stabile e ricorrente nelle fasi decisive dei tornei più importanti.
Il primato assoluto resta quello firmato al Roland Garros 2025, quando per la prima volta nella storia l’Italia è riuscita a portare tre giocatori tra i migliori otto di uno Slam: Cobolli, Matteo Arnaldi e Matteo Berrettini. Un risultato storico che ha segnato un punto di svolta nella percezione del tennis italiano a livello internazionale.
Nel complesso, sono tredici gli Slam nella storia in cui l’Italia ha avuto più di un rappresentante nei quarti del tabellone maschile. Ma il dato più significativo riguarda il presente: ben otto di questi risultati sono arrivati dal 2022 in poi, a conferma di una crescita rapida e strutturale.
Una trasformazione che molti fanno risalire simbolicamente alla finale di Wimbledon 2021 raggiunta da Matteo Berrettini, evento che ha aperto una nuova era per il tennis azzurro e ha contribuito a consolidare una generazione capace di competere con continuità ai massimi livelli.
Ora l’Italia è a un passo da un nuovo capitolo della sua storia recente: se Cobolli dovesse avanzare, Wimbledon 2026 entrerebbe ancora una volta nella lista dei tornei che certificano la nuova dimensione del tennis italiano nel panorama mondiale.

