Il Gran Premio degli Stati Uniti si chiude con un bilancio di moderata soddisfazione per la Ferrari, che ad Austin ha mostrato un ottimo ritmo gara ma ha pagato a caro prezzo i soliti limiti in qualifica. Il weekend texano lascia in dote la netta sensazione di una Rossa competitiva, capace di lottare ad armi pari con i vertici, ma ancora penalizzata dalla posizione di partenza.
Leclerc ritrova la magia nei duelli
Per Charles Leclerc la gara americana è stata fonte di grande divertimento e rinnovata fiducia. Protagonista di infuocati duelli sia nelle fasi iniziali che nel finale con Max Verstappen e Lando Norris, il pilota monegasco ha sottolineato i grandi passi avanti compiuti sul fronte del feeling di guida: “Ho faticato molto ad adeguarmi a questo regolamento, ma nelle ultime due o tre gare sento di essermi finalmente sbloccato”. Resta un pizzico di rammarico per la qualifica, che gli ha impedito di mettere sotto pressione Kimi Antonelli, trionfatore con un’audace strategia a una sola sosta: “Con l’aria pulita avrei potuto impensierirlo, anche se Kimi ha strameritato. Ma da qui a fine stagione torneremo sul gradino più alto del podio”.
Hamilton nella morsa dell’assetto

Umore diverso, invece, sull’altra sponda del box. Lewis Hamilton sta attraversando un periodo complesso, condizionato da un problema d’assetto che continua a limitarne il potenziale: “Nelle ultime cinque gare ho perso troppi punti per un problema di messa a punto da cui non riesco a venire a capo, mi sento un po’ perso. La guida c’è e l’ultimo stint è stato buono, ma c’è da lavorare”. Ciononostante, il britannico ha voluto evidenziare l’ottimo risultato di squadra garantito dal podio del compagno di box.
La diagnosi di Vasseur: testa al Messico

A tracciare la linea finale è stato il Team Principal Frédéric Vasseur, che ha promosso il passo avanti prestazionale sottolineando però l’aspetto su cui intervenire con urgenza: “Oggi abbiamo ottenuto il massimo e la Virtual Safety Car ha fermato l’attacco di Lewis su Verstappen. Per giocarci la vittoria ci serve una qualifica migliore: ad Austin ci sono mancati proprio gli ultimi due giri del Q3. I progressi in termini di performance però ci sono e ci permettono di guardare alla prossima gara in Messico con grande ottimismo”.


