Sfondo scuro Sfondo chiaro

Gran Galà a Londra: stasera l’assegnazione del Pallone d’Oro 2026

Per la prima volta nella storia il trofeo abbandona Parigi e sbarca al London Palladium Theatre. Tra i 30 candidati al premio maschile, Lautaro Martinez è l’unico rappresentante della Serie A.

LONDRA – Questa sera, alle ore 21:00, il mondo del calcio si ritrova al London Palladium Theatre per la settantesima edizione del Pallone d’Oro. Un’edizione dallo storico valore simbolico: per la prima volta la cerimonia lascia Parigi per trasferirsi in Inghilterra, la terra di Sir Stanley Matthews, primo vincitore nel 1956. Presentata da Thierry Henry e Kate Scott, la serata premierà i migliori protagonisti della stagione 2025/26, inclusi i recenti Mondiali disputati in Nord America.

I favoriti e la corsa ai premi

La gara per il premio maschile si preannuncia apertissima. Tra i candidati principali spiccano gli spagnoli Rodri e Lamine Yamal, protagonisti del successo mondiale della Roja, oltre a Fabian Ruiz, Khvicha Kvaratskhelia, Kylian Mbappé, Harry Kane e l’intramontabile Lionel Messi. L’unico calciatore militante nel campionato italiano tra i 30 finalisti è l’interista Lautaro Martinez.

Sul fronte femminile, la favorita d’obbligo è la stella del Barcellona Aitana Bonmatí, insidiata dalle compagne di squadra Alexia Putellas ed Ewa Pajor dopo un’annata chiusa con ben quattro trofei.

Gli altri trofei della serata

Nel corso del galà verranno assegnati anche i riconoscimenti di categoria:

  • Trofeo Kopa (Miglior Under 21): Lamine Yamal va a caccia del tris, ma tra i 10 candidati si segnala anche lo juventino Kerim Alajbegovic.
  • Trofeo Yashin (Miglior Portiere): Assente il detentore Donnarumma; tra i favoriti Unai Simón e Matvey Safonov.
  • Trofeo Johan Cruyff (Miglior Allenatore): Sfida aperta tra il campione uscente Luis Enrique, Mikel Arteta, Vincent Kompany, Unai Emery e Luis De La Fuente.
  • Squadra dell’Anno: In lizza Paris Saint-Germain, Arsenal, Bayern Monaco, Bodø/Glimt e Flamengo.
Articolo precedente

Sinner riscalda i motori: il ritorno in campo a Montecarlo e il nodo N. 1 insidiato da Zverev