L’Inter riparte con nuove ambizioni e Cristian Chivu traccia la rotta per la stagione 2026/27. Nella conferenza stampa di inizio anno, l’allenatore nerazzurro ha ribadito la volontà di non accontentarsi dei successi conquistati e di mantenere alta la motivazione di un gruppo già abituato a vincere.
«Dovremo ritrovare le giuste motivazioni, ma per le nostre ambizioni servirà qualcosa in più», ha spiegato Chivu. «Non vogliamo fermarci ai due trofei conquistati lo scorso anno, vogliamo migliorare ancora. Il mio compito sarà trasmettere entusiasmo e voglia di lavorare».
Il tecnico romeno ha sottolineato anche il proprio percorso sulla panchina nerazzurra: «Non ho più soltanto 13 partite di Serie A alle spalle, sono arrivato a una cinquantina. Ogni stagione però riparto da zero, come tutti. Non devo dimostrare nulla se non essere me stesso e ripagare la fiducia che mi è stata data».
«Il pericolo più grande siamo noi stessi»
Chivu non teme la concorrenza nella corsa allo scudetto e individua nella stessa Inter il principale avversario da superare: «Non temiamo nessuno, temiamo noi stessi. Dobbiamo avere la giusta umiltà e la consapevolezza che ogni partita richiede il massimo impegno».
L’allenatore è tornato anche sull’eliminazione dalla Champions League della scorsa stagione, arrivata contro il Bodo/Glimt: «Abbiamo sbagliato quelle due partite, ma guardo anche tutto quello che era stato fatto prima. Mi sono preso la responsabilità delle scelte fatte nei playoff, ma non si può avere tutto. L’obiettivo resta quello di essere competitivi su ogni fronte».
Mercato e rosa: «Mix di giovani ed esperienza»
Sul mercato Chivu ha preferito mantenere un profilo prudente, sottolineando la solidità dell’organico a disposizione: «Abbiamo una rosa competitiva, con una struttura costruita negli anni e giocatori che hanno dimostrato di saper vincere trofei».
L’Inter ha perso elementi importanti come Acerbi, de Vrij, Darmian, Sommer e Dumfries, protagonisti di un ciclo vincente, ma il tecnico guarda avanti: «C’è un mix di giovani ed esperienza. Faremo di tutto per mantenere alto il livello di competitività».
Tra i nuovi volti c’è Aleksandar Stankovic, sul quale Chivu ripone fiducia: «Mi auguro possa seguire un percorso simile a quello di Pio Esposito. Andare all’estero è stata una scelta coraggiosa che lo ha aiutato a maturare. Non vedo l’ora di vederlo in campo».
Capitolo Benjamin Pavard: «Sa perché l’anno scorso abbiamo preso determinate decisioni. Ora è tornato, avremo modo di valutarlo durante il lavoro quotidiano e poi prenderemo una decisione sul futuro».
Nuove idee tattiche e la sorpresa Diouf
Chivu ha spiegato che l’Inter non sarà una squadra legata a un solo sistema di gioco: «Vogliamo intensità, coraggio e capacità di adattarci. Possiamo cambiare in base alla partita e all’avversario. L’importante è affrontare ogni gara con la massima serietà dal primo all’ultimo minuto».
Sul possibile ritorno del 3-5-2, il tecnico ha chiarito che le soluzioni potranno variare: «Anche lo scorso anno abbiamo modificato spesso il modo di difendere e costruire. Dipenderà dalle situazioni».
Infine una curiosità tattica riguarda Andy Diouf. Chivu ha rivelato una possibile nuova collocazione per il centrocampista: «Ho questa idea di utilizzarlo come quinto, da esterno. Mi piace immaginarlo in quel ruolo. L’anno scorso, entrando a partita in corso, ha spesso cambiato gli equilibri dando energia e creando difficoltà agli avversari. Dovrò convincerlo e insegnargli cosa richiede questa posizione».
L’Inter di Chivu riparte quindi con una certezza: la voglia di vincere ancora e la consapevolezza che il prossimo obiettivo sarà confermarsi ai vertici del calcio italiano ed europeo.


