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Vagnozzi racconta il segreto del bis di Sinner a Wimbledon: “La vera svolta è arrivata prima della sfida con Djokovic”

La seconda vittoria consecutiva di Jannik Sinner a Wimbledon nasce da un percorso di lavoro, fiducia e capacità di reagire nei momenti più delicati. A raccontare il dietro le quinte del trionfo londinese è stato Simone Vagnozzi, allenatore del campione azzurro, che ha analizzato il cammino del numero uno del mondo dopo il successo conquistato ai Championships.

Per il tecnico italiano, confermarsi sul trono di Wimbledon aveva un significato ancora più importante rispetto al primo titolo. “Riconfermarsi è più difficile perché arrivi con la consapevolezza di poter vincere, ma poi devi riuscire a farlo davvero”, ha spiegato Vagnozzi, sottolineando quanto le aspettative possano rappresentare una pressione aggiuntiva anche per un campione del livello di Sinner.

Secondo l’allenatore, il momento decisivo del torneo è arrivato alla vigilia della semifinale contro Novak Djokovic. Proprio in quella fase Jannik avrebbe ritrovato le sensazioni migliori dopo alcune giornate non semplici.

“Quel giorno abbiamo rivisto il vero Jannik. Si è allenato con due sparring partner, aveva grande qualità nei colpi e soprattutto idee molto chiare su quello che doveva fare. È stato il momento in cui abbiamo capito che era pronto per affrontare la parte più importante del torneo”.

Una convinzione poi trasformata in campo con una prestazione di altissimo livello contro Djokovic e con la successiva vittoria in finale, che ha permesso a Sinner di confermarsi campione sull’erba londinese.

Vagnozzi ha inoltre evidenziato come il risultato ottenuto non sia stato frutto del caso, ma la conseguenza del lavoro svolto nelle settimane precedenti. “Quello che abbiamo visto in queste due settimane è esattamente ciò che ci aspettavamo. Abbiamo lavorato tanto e sapevamo che Jannik aveva le qualità per arrivare fino in fondo”.

Il bis di Wimbledon rappresenta così un’altra tappa fondamentale nella crescita di Sinner, capace non solo di vincere, ma anche di gestire la pressione di essere il giocatore più atteso del torneo. Una maturità che conferma il suo ruolo da protagonista assoluto nel tennis mondiale.

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