Sfondo scuro Sfondo chiaro

L’Onore delle Armi. Questione di manico di Luca Mencacci

L’onore delle armi

Nell’ultimo round dell’ultimo week end di gare, Francesco Bagnaia si aggiudica il mondiale. In un gran premio dove il parterre è stato decimato da cadute, il nostro raggiunge serenamente il primo posto del podio, davanti a Zarco e Binder. Martin forse tradito dalla irruenza, prima arriva lungo alla staccata in fondo al rettilineo di partenza, poi nella rincorsa tampona Marc Marquez e si stende insieme a lui.

Per dovere di cronaca Di Giannantonio sarebbe arrivato secondo, ma è stato retrocesso al quarto. Dopo le ispezioni sulle moto fatte al termine della gara, i commissari FIM hanno infatti comminato una penalità di tre secondi al pilota del team Gresini in quanto, per la seconda volta nel corso di questo campionato, ha corso con una pressione delle gomme oltre i limiti stabiliti dal regolamento. Il pilota romano ha così dovuto restituire il trofeo, ma la gioia è comunque rimasta visto che saluta l’appuntamento spagnolo con in tasca il contratto del team VR46.

Per quanto riguarda il mondiale, bisogna dire che è andata come doveva andare. Ora è facile dirlo. Ma, ad onor del vero, da queste colonne lo abbiamo ripetuto più volte. Se metti a confronto il pilota che è molto più irruento e vince tutte le Sprint contro quello che, più riflessivo, vince tutti i Gran premi, alla fine, fatta la tara di tutte le cadute e gli inconvenienti tecnici, vince il secondo. Semplicemente perché nei Gran premi si assegna un differenziale di punti maggiore.

Se in un fine settimana di gara vinci la Sprint e arrivi secondo al Gran Premio, guadagni 32 punti. Se invece arrivi secondo alla Sprint e vinci il Gran Premio, ne ottieni 34. Una differenza di due punti che diventano 40 se moltiplicati per gli appuntamenti del mondiale. Al netto dei quattro ritiri a testa, tutti occorsi in una prova domenicale e quindi ininfluenti per la statistica, la differenza tra i due campioni è stata di 39 punti.

Semplice. Alla fine, la matematica ha sempre ragione.

Inoltre c’è da aggiungere un’ulteriore considerazione. Per il maggiore valore attribuito alla vittoria in un Gran Premio rispetto alla Sprint, anche se Martinetor avesse vinto la gara domenicale, a Bagnaia sarebbe bastato raggiungere il quinto posto, arrivando così a pari punti, ma vantando un maggior numero di vittorie di Gp nel suo palmares. E Pecco, se si esclude il bizzarro 16 posto in Argentina e i quattro ritiri suddetti, nelle altre quindici gare domenicali, è sempre salito sul podio. Sempre.

Francesco Bagnaia su Ducati ha così vinto il suo secondo titolo MotoGP, il terzo della sua carriera, dopo quello in Moto2 del 2018.

È dai tempi di Agostini che un binomio tutto italiano non si conferma campione per due volte consecutive. Dal 1966 al 1973, la leggenda bresciana si aggiudicava infatti ben sette titoli nella massima serie in sella alla MV Augusta. Giova ricordare che la classe 500 si è disputata ininterrottamente per 53 anni, dalla nascita del Motomondiale alla stagione 2001. In questo mezzo secolo è stata la classe di maggior cilindrata, ad esclusione delle stagioni 1977, 1978 e 1979, durante le quali venne sperimentata la Formula 750.

Onore , quindi, a Bagnaia, che ha anche saputo far fronte psicologicamente ad un incidente bruttissimo, dimostrando ancora una volta di più le doti caratteriali del campione che si celano sotto l’aspetto gentile del ragazzo. Ma onore delle armi a Jorge Martín che sino all’ultimo ha tenuto aperto il gas e il discorso mondiale, avvalorando la simbologia sottesa al suo mitico soprannome.

A Valencia domenica non si è concluso solo il mondiale 2023, ma è iniziato anche quello 2024. Domenica nel box Honda, non martedì con i test in pista. Infatti, sembra che dopo esser stato buttato fuori da Marc Marquez in gara, Bezzecchi sia diventato una furia e abbia cercato un altro contatto ravvicinato con il pilota iberico. Prontamente divisi dai meccanici Honda, il tutto si è risolto con uno scambio verbale di accuse e, presumibilmente, di insulti. L’episodio, curiosamente sfuggito alle onnipresenti telecamere, però deve far riflettere perché il Bez si è espresso in modo molto pesante nei confronti di Marquez, non limitandosi solo a censurare la sua aggressività, ma accusando direttamente i commissari di gara di aperto favoritismo nei suoi confronti. «Certo che penso che sia trattato in modo diverso. Non gli fanno mai niente». Ha detto il riminese «Perché è Marquez. Ed è il pilota più sporco di tutti».

Peraltro, e lo dico solo perché mi è dispiaciuto non vederlo, ma non c‘è stato alcun replay dell’accaduto durante la diretta. Ma non voglio insinuare nulla, solo rammaricarmi del fatto che sia sfuggito alla regia.

Ora, sul comportamento di Marquez in pista non vogliamo entrare nel merito. È chiaro che, se sei italiano e magari tifoso di Valentino Rossi, la pensi in un certo modo. Su quello dei commissari forse occorrerebbe porsi qualche domanda. Ma magari hanno semplicemente visto meglio di noi le immagini. Quello che però occorre notare e censurare è il lento scivolare del paddock in una faida tra italiani e spagnoli e questo nessun serio organizzatore né autentico appassionato se lo può permettere.

Le stesse lamentele post gara di Martin, «Non ho capito Viñales, che ha lottato come fosse l’ultimo l’ultimo giro, dopo che aveva detto che non mi voleva disturbare … » sono incomprensibili per un pilota del suo calibro e diciamo almeno bizzarre.

Forse che avremmo dovuto suggerire a Di Giannantonio di lasciar vincere Bagnaia in Qatar per aver un maggior potere contrattuale nella ricerca dell’ultima ducati disponibile? Ancora una volta cerchiamo di ricordare che siamo motociclisti ed ognuno deve correre per sé e san Brembo frenare per tutti.

Ironia della sorte, rimanendo in pista senza alcuna penalizzazione, Marquez è stato, del tutto involontariamente questa volta, coprotagonista dell’episodio che al sesto giro ha tolto ogni speranza residua di titolo a Martin.

Meglio archiviare e pensare al 2024

Articolo precedente

Italia Calcio Femminile. Durante e Bartoli infortunate

Articolo successivo

La community Tipster di Sisal ancora a segno.La rimonta dell’Inter con il Benfica fa esultare