Antonio Conte si gode un periodo di pausa dopo la conclusione della sua avventura sulla panchina del Napoli. Ospite negli studi di DAZN in occasione della finale del Mondiale tra Spagna e Argentina, l’allenatore salentino ha ripercorso gli ultimi due anni della sua carriera, parlando del futuro, della Nazionale italiana e del torneo iridato.
L’ex tecnico azzurro ha innanzitutto tracciato un bilancio della sua esperienza partenopea, definendola una delle più intense della propria carriera. “Sono sereno e soddisfatto. Le due stagioni trascorse a Napoli mi hanno arricchito sotto ogni aspetto, non soltanto dal punto di vista professionale ma anche umano. È una città che mi ha dato tantissimo e porterò sempre con me ricordi speciali.”
Dopo un periodo vissuto con la consueta intensità, Conte ha scelto di concedersi una pausa per recuperare energie. “Quando alleno vivo il mio lavoro al cento per cento e questo richiede un enorme dispendio fisico e mentale. Adesso mi sto dedicando alla famiglia, mi sto riposando e continuo a seguire il calcio con attenzione, aspettando che durante la stagione possa presentarsi il progetto giusto.”
Inevitabile anche un passaggio sulla panchina della Nazionale italiana. Conte ha chiarito di non aver ricevuto alcun contatto dalla FIGC, pur ricordando con grande emozione la sua precedente esperienza alla guida degli Azzurri. “Allenare l’Italia è stato qualcosa di unico. Quando terminò quella parentesi ci fu grande commozione, perché era nato un legame speciale. Vestire quei colori rappresenta sempre un privilegio.”
L’allenatore ha poi indicato quale debba essere la strada per rilanciare il calcio italiano. “La Nazionale deve ritrovare il senso di appartenenza e serve una collaborazione totale tra Federazione e club. Le persone oggi ai vertici hanno competenze importanti e mi auguro che tutte le decisioni vengano condivise, perché solo con un progetto comune si può tornare competitivi dopo una delusione enorme come la mancata qualificazione al Mondiale.”
Parlando della competizione iridata, Conte ha spiegato di non essere rimasto sorpreso dalle squadre arrivate fino in fondo. “Le semifinaliste erano quelle che mi aspettavo. La Spagna, per qualità del gioco e organizzazione, è probabilmente la nazionale che più si avvicina al calcio di un club.”
Parole di grande stima anche per i due commissari tecnici protagonisti della finale. “Scaloni mi ha colpito per la capacità di creare un rapporto profondo con i suoi giocatori. La sua Argentina ha sempre trasmesso un forte senso di appartenenza. Anche De la Fuente mi è sembrato molto sereno e ha gestito il gruppo con grande equilibrio.”
Infine, Conte ha difeso Thomas Tuchel dalle critiche ricevute dopo l’eliminazione dell’Inghilterra. “Conosco bene Thomas e so perfettamente che non è un allenatore difensivista. A volte una sostituzione può essere interpretata in modo diverso da quello che l’allenatore aveva immaginato e cambiare l’atteggiamento della squadra. Guidare una Nazionale significa convivere con una pressione enorme e basta un episodio per finire al centro delle critiche. Nonostante tutto, ritengo che il suo percorso sia stato positivo e meritasse un epilogo diverso.”


