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Mourinho, rimonta da urlo all’Olimpico: «La Roma superiore, ma per 20 minuti il Real era impossibile da fermare»

José Mourinho si gode una rimonta incredibile contro la Roma e analizza con lucidità una partita dai due volti. Sotto di due reti nella ripresa, il Real Madrid ha trovato la forza di ribaltare il risultato nel finale, trasformando una serata che sembrava compromessa in una vittoria spettacolare per 4-3. Per il tecnico portoghese, la chiave è stata la capacità dei suoi di approfittare del calo fisico e mentale dei giallorossi.

«Sono state due partite dentro una. La Roma è stata superiore in tutti gli aspetti, ma poi abbiamo avuto 20 minuti con un Real impossibile da fermare», ha dichiarato Mourinho nel post-partita.

L’allenatore ha riconosciuto le difficoltà incontrate soprattutto nella prima frazione, quando le scelte tattiche di Gasperini hanno messo in crisi la retroguardia madridista. «Ci hanno sorpreso all’inizio con Soulé sulla fascia, che ha creato superiorità ed era difficile da controllare».

Nella ripresa il Real ha provato a riorganizzarsi, ma un nuovo errore ha complicato ulteriormente la serata. «Eravamo più organizzati, ma abbiamo preso il secondo gol in maniera ridicola», ha spiegato Mourinho ai microfoni di Prime Video.

«Sul 3-1 la partita sembrava morta. Ma i morti erano i giocatori della Roma»

Il momento decisivo è arrivato dopo il 3-1 firmato da Malen, quando la sfida sembrava ormai indirizzata a favore dei giallorossi. Mourinho, invece, ha visto nella stanchezza degli avversari l’occasione per cambiare definitivamente l’inerzia del match.

«Con il 3-1 per tutti la partita era morta, ma morti erano i giocatori della Roma», ha affermato il tecnico portoghese, sottolineando quanto sia difficile sostenere a lungo l’intensità richiesta dal gioco giallorosso.

Il Real ha così trovato spazio per aumentare la pressione e sfruttare i calci piazzati, decisivi per completare la rimonta con le reti di Espí, Endrick e Rüdiger. «È difficile giocare con questo stile e con questa intensità come fanno loro. Il Real ne ha approfittato. Sono stati i giocatori della Roma, senza capacità né tattica né fisica, ad accompagnare il cambio offensivo che abbiamo avuto», ha aggiunto Mourinho.

L’elogio a Endrick e la spiegazione del gesto finale

Tra i protagonisti della rimonta c’è Endrick, autore del gol del momentaneo 3-3. Mourinho ha ribadito la grande fiducia nel talento brasiliano, ricordando anche quanto dichiarato il giorno precedente in conferenza stampa.

«Su Endrick ne ho parlato ieri: quando mi hanno chiesto se la Roma potesse prenderlo, ho detto che era impossibile, perché conosco il suo talento e so quello che può dare».

Parole significative anche per Espí, altro protagonista del finale, mentre il tecnico ha dedicato una battuta al lavoro svolto dagli attaccanti madridisti contro la difesa romanista: «Il povero Hermoso, dopo 80 minuti di Diomandé, l’abbiamo ammazzato».

Infine, Mourinho ha chiarito il significato del gesto con il dito alzato dopo il triplice fischio, evitando che venisse interpretato come una provocazione nei confronti del pubblico di casa: «Era solo un modo per esultare a fine partita. Non potevo farlo verso la Sud, per rispetto».

Una vittoria dal peso enorme per il Real Madrid, capace di ribaltare una situazione disperata e di confermare la propria forza nei momenti decisivi. Per Mourinho, una serata speciale all’Olimpico: la Roma ha dominato a lungo, ma nei venti minuti finali i Blancos hanno cambiato tutto.

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